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Il moralismo è incompatibile con l’efficienza

Della lotta agli sprechi è rimasta solo la propaganda. Ora è tutta spesa

7 Agosto 2018 alle 06:15

Lo stato spendaccione

Foto Imagoeconomica

Più ci avviciniamo alla sessione di bilancio, più la maggioranza sovranista alimenta l’aspettativa che le promesse elettorali troveranno realizzazione. Il costo del programma di governo era stato quantificato dall’Osservatorio sui conti pubblici di Carlo Cottarelli in oltre 100 miliardi di euro. Perfino i due vicepremier, Luigi Di Maio e Matteo Salvini, sanno che non possono spingersi a tanto, ma insistono almeno per avere un sostanzioso antipasto, a dispetto della cautela del ministro dell’Economia, Giovanni Tria. Rispetto alla campagna del 4...

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Commenti all'articolo

  • giantrombetta

    08 Agosto 2018 - 10:10

    La ricetta dello statalismo e’ antica. Nasce dal proposito del potere politico di nobilmente procedere alla agognata redistribuzione del reddito. Più lo stato incassa e maggiore e’ la quantità di risorse che può redistribuire a chi crede chi lo Stato governa e amministra. Con la variante che se gli incassi non sono abbastanza, si può sempre ricorrere al debito. In questo contesto la spesa non si può toccare, perché pure quella, a pensarci bene, e’ strumento di redistribuzione del reddito e da tempo pure di ciò che si porta in cassa indebitandosi. Il popolo di sudditi ha sempre fame ed e’ elettoralmente grato a chi almeno promette di sfamarlo. L’ho fatta troppo semplice, se non addirittura volgare? Mi scuso.

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