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Un’economia più forte dei barbari

Perché il leak del “contratto” anti sistema non scuote troppo i mercati

16 Maggio 2018 alle 20:21

Un’economia più forte dei barbari

Piazza Affari (foto LaPresse)

Un documento riportato dal quotidiano online Huffington Post Italia – una bozza del contratto politico in corso di negoziazione tra M5s e Lega – ha destabilizzato i mercati in apertura con spread in aumento di oltre 10 punti base e la Borsa pesante (meno 2,3 per cento). Il documento include proposte bislacche come chiedere alla Banca centrale europea di cancellare il debito acquistato durante il programma di Quantitative easing, rinegoziare i parametri di bilancio con l’Ue. Anche una versione più morbida, in stesura definitiva, non sarebbe vista bene a Bruxelles (se mai arrivasse davvero in Commissione). Al netto degli svenimenti del listino e dell’aumento dei rendimenti dei Btp – è normale che se chiedi ai tuoi creditori di cancellare il debito loro pretenderanno interessi più alti, e questo il mercato lo segnala – certe intenzioni fanno il solletico all’economia italiana che si mostra più forte di come i partiti antisistema la dipingono e – visto il documento – di come la desiderano.

 

L’Italia è un’economia molto più sana del 2008. Ha un surplus commerciale, il pil è in crescita, il debito previsto in riduzione, la produzione industriale cresce, il sistema bancario sta riducendo le vulnerabilità, e poi la Bce ancora allenta la politica monetaria in modo straordinario. A proposito una banca d’affari che compra regolarmente il nostro debito (primary dealer) come Nomura afferma in un report dell’11 maggio che “anche se il mercato dovesse affrontare un pesantissimo rallentamento globale, l’Italia probabilmente non sarebbe la nostra più grande preoccupazione”. L’economia resiste al cialtronismo, il cui effetto è per ora quello di procurare all’Italia un’umiliazione internazionale.

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Commenti all'articolo

  • branzanti

    16 Maggio 2018 - 23:11

    Il mio ruolo di titolare di una societa' di consulenza mi offre il privilegio di contatti con molte imprese, di settori diversi ed in quasi tutte le regioni italiane e posso confermare che vedo voglia di crescere, di migliorare prodotti o servizi, di sapere superare gli ostacoli posti dai ritardi e dalle inefficienze della pubblica amministrazione. Sono la spina dorsale dell'economia italiana e mi spiace che il governo "corrida" (in senso televisivo) che ci attende non possa fornire la minima autorevolezza ed il minimo supporto per discutere una revisione delle regole bancarie in Europa, eliminando alcuni vincoli alla concessione di credito, necessario per lo sviluppo di molte imprese. Aggiungo che presentarsi come paladini della ggente contro i mercati finanziari non solo non tiene conto che i mercati esistono e valutano la credibilita' di un paese, ma dimentica che anche i piccoli risparmiatori acquistano azioni ed altri titoli e sperano in buoni rendimenti Incrociamo le dita.

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  • carlo.trinchi

    16 Maggio 2018 - 22:10

    “State boni se potete”. Più ne parlerete male e più ne creerete intorno un accerchiamento da forte Apache. Come con la Raggi così i due populisti definiti barbari che non sono arrivati per caso a piedi al Quirinale ma vi sono arrivati per volontà popolare schifata di un passato inconcludente e di sfascio. Il loro ridimensionamento deve avvenire sul campo, fermarli prima ne farete degli eroi non certo dei buffoni di corte.

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