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I mercati possono stare #senzadivoi

Governo assente e per gli investitori finanziari va tutto molto bene. La garanzia dei vincoli interni

28 Aprile 2018 alle 06:18

I mercati possono stare #senzadivoi

Foto di Fred Romero via Flickr

Non c’è stallo di governo migliore per gli investitori finanziari. Il principale indicatore di rischio dei titoli pubblici dell’Eurozona, il differenziale (spread) del prezzo tra i Btp italiani e i Bund tedeschi, è tranquillo (e si è assottigliato soprattutto per l’aumento del rendimento dei titoli sovrani della Germania). La Borsa italiana ha appena toccato i massimi dal 2009 e sta tenendo la testa dei listini europei dopo avere già registrato una performance superiore l’anno scorso. Il settore bancario, dominante nel listino, guida il rialzo e, intanto, sta compiendo con successo il processo di cessione dei crediti deteriorati.

    

L’ultima operazione di Intesa Sanpaolo, in alleanza con la società svedese di recupero crediti Intrum Justitia, prevede la cessione di oltre 12 miliardi di Npl al 25 per cento del valore di libro, potrebbe diventare benchmark del mercato per le prossime operazioni (finora realizzate a prezzi penalizzanti per il settore). Dal punto di vista delle tendenze del risparmio delle famiglie il Rapporto sulla stabilità finanziaria di Banca d’Italia segnala la crescita dei depositi e degli investimenti in strumenti del risparmio gestito (prevalentemente quote di fondi comuni) con la parallela attitudine a non rinnovare le obbligazioni bancarie in scadenza (quelle subordinate scottano dopo le ristrutturazioni e le operazioni di bail-in che hanno colpito questa categoria d’investimento). Dopotutto il penoso tentativo di formare un esecutivo da oltre cinquanta giorni non scompone i mercati.

  

Tuttavia la crescita europea sta rallentando – con la differenza che in Germania si parla della fine del boom più lungo degli ultimi 50 anni e in Italia di crisi senza fine. Un non-governo sembra meglio di un governo che promette di cancellare le riforme precedenti; forse gli investitori pensano che le promesse (anche quelle di sfascio) siano solo chiacchiere visto il “rebranding” programmatico e truffaldino del Movimento 5 stelle. E poi il Def, per quanto di maniera, mantiene come obiettivo la discesa del rapporto deficit/pil all’1,6 per cento per il 2018: non c’è possibilità di elargire redditi di cittadinanza (al netto di risorse da attingere alla fiscalità generale). Cassa depositi e prestiti è blindata dal suo statuto, operazioni kamikaze come Alitalia o Ilva non sono ammesse. I vincoli interni sono un’assicurazione da ogni alchimia politica. Anche #senzadivoi.

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