I soldi per le imprese e il ricovero di Johnson

Giuseppe De Filippi

Idee e spunti per sapere quello che succede nel mondo selezionati per voi da Giuseppe De Filippi

I soldi per le imprese (ovvero come si traduce in realtà l'esortazione di Mario Draghi e quindi quanto si perde per strada dell'impostazione originale). C'è stato qualche screzio tra Pd e M5s, raccontato da fonti di Italia Viva in modalità cronisti politici tendenza retroscena, sull'attribuzione dei poteri di controllo della Sace, quindi dell'agenzia che convoglierà gran parte delle garanzie per i finanziamenti alle grandi imprese. Il piano era di mettere la Sace nell'asse decisionale del Mef, per accorciare i tempi, tenendo vicini, in un'unica struttura verticale, i detentori della cassa e i distributori degli aiuti. Il Pd voleva la soluzione Mef, i 5 stelle invece rinverdivano vecchi slogan protogrillini contro le capacità tecniche maggiori del ministero di Roberto Gualtieri. Per ora di cena il sito di Palazzo Chigi dovrebbe pubblicare il testo.

 

 

L'Europa e i tentativi (per ora minimi e senza grande esito) di funzionare come un paese e non come un blocco di paesi: è tutto qua, e non è semplicemente la storica e un po' accademica divisione tra federalisti e sostenitori dell'approccio intergovernativo. Ora c'è un fatto storico che ha travolto tutta l'Europa e gran parte del mondo, in modi simili e lasciando problemi simili. Ma l'emersione di uno spazio maggiore di azione per lo stato, sia nella politica sanitaria sia in quella economica, diventa anche una chiamata per l'Europa, perché, appunto, agisca, il più possibile, come uno stato. Per una banale ragione: gli altri grandi blocchi economici lo faranno. Si intensificano le richieste perché si cambi passo. Angela Merkel sente l'aria che cambia, ha certamente più fiuto politico di tutti gli altri messi insieme. Potrebbe prendere iniziative, smuovere qualche punto fermo della politica tedesca verso l'Europa. Dalla Francia, in avanscoperta, c'è il vecchio segretario del Wto, Pascal Lamy, che dice al Figaro: "Gli eurobond facciamoli comunque, anche senza i tedeschi". E non è idea assurda, non più di altre.

 

Il mondo rallenta economicamente, ma va. L'Italia taglia i consumi elettrici e quindi mette tra parentesi qualche settimana di produzione. Si dicono tante cose, si dice che cambia tutto, ma ci si va subito a riagganciare al treno della globalizzazione, guardando con sollievo alla Cina che si rimette in movimento. Lo dicono tre che sanno di cosa parlano in uno spazio di riflessione aperto dal Fondo monetario internazionale.

 

Chi ha i soldi, ora li usi. Vale anche per le fondazioni bancarie e il loro assetto spesso autoreferenziale.

 

Le cure intensificate per Boris Johnson.

 

 

Brescia e i suoi vecchi.

 

 

Le regioni corrono, si è innescata una competizione virtuosa, o forse non virtuosa, per mostrare chi è il più bravo dei vari presidenti. Nella corsa c'è anche un'assunzione di rischio, come quando si cerca di arrivare prima di tutti nella distribuzione di test con cui stabilire chi è stato infettato dal Covid-19. Sappiamo che le regioni ne hanno ordinati di diversi tipi, appunto mettendosi in gara tra loro, ma, a quanto pare, sappiamo anche che nessun tipo funziona davvero.

 

Un modo semplice e sicuro per dimezzare (più o meno) le presenze ai supermercati senza ridurre in modo sostanziale il diritto ad approvvigionarsi.

 

 

Un altro modo, altrettanto semplice, ma che ha trovato un'opposizione legale un po' petulante, in nome dello sfuggente concetto di privacy per chi va, a volto scoperto, a fare la spesa. Che poi la sindaca Carla Medau è bravissima.

 

La questione dei porti sicuri, sempre di attualità, diventa ancora più complessa (e c'è anche un po' di nemesi) ora che sono le navi da crociera a non saper dove sbarcare.

 

 

L'Austria vuole scartare dal gruppo e riaprire per prima.

 

 

Il famoso modulo e come, in Francia, sia possibile compilarlo su smartphone, aggiungendo, tra l'altro, informazioni che danno molta più sicurezza e rapidità ai controlli.

 

 

Il New Deal, quello originale e non quello green dei vanesi europei, da riscoprire per riavviare l'economia americana.

 

 

Per chi la ha, e comunque in questi giorni di chiusura qualunque cosa possa accrescere i servizi a distanza è ben accetta.

 

Intanto, mentre si parla e straparla di golden power, ecco un'azienda italiana che realizza un bel colpo di mercato, comprando uno storico marchio già olandese e ora in mano a una multinazionale.

 

Ah, a proposito di globalizzazione che ricomincia, ecco una buffa auto elettrica super economica, e a ben guardare non è neanche brutta.

 

 

E nei Paesi Bassi salta l'applicazione di un algoritmo di controllo sociale (contro le truffe sulle prestazioni assistenziali) perché i gruppi pro diritti civili riescono a bloccarlo.