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Di cosa parlare stasera a cena

La conta dei danni a Venezia e le ultime dall'ex Ilva

Idee e spunti per sapere quello che succede nel mondo selezionati per voi da Giuseppe De Filippi

14 Novembre 2019 alle 18:28

La conta dei danni a Venezia e le ultime dall'ex Ilva

Foto LaPresse

A Venezia e in altre zone delle coste venete forse è un po' presto per mettersi a fare bilanci o processi perché dalle previsioni arrivano ancora notizie minacciose e forse le energie andrebbero spese per tamponare le nuove ondate in arrivo. Qui si segue l'indicazione di Giuliano Ferrara e ci si affida al servizio meteorologico dell'Aeronautica, dal quale traiamo informazioni tutt'altro che rassicuranti, soprattutto per l'intensità del vento.

 

Comunque c'è un presidente del Consiglio che fa il suo dovere. Va, vede, ascolta, e fa sapere che sono in arrivo aiuti. Ma, come si diceva, purtroppo per fare i conti sembra ancora un po' presto.

 

Ad accelerare, come si è visto, c'è l'uso della sblocca cantieri in uno dei suoi istituti innovativi, ovvero il commissario dedicato a singole opere. Dopo il disastro sono state superate le resistenze a questo strumento di accelerazione delle opere pubbliche e il governo ha provveduto a nominare la coraggiosa Elisabetta Spitz commissario per il Mose. Il coraggio serve a superare gli intoppi burocratici e legali che hanno fermato l'opera.

 

Tutto va verso il fermo totale dello stabilimento di Taranto, che trascinerebbe nelle difficoltà anche gli altri impianti italiani di Arcelor Mittal ex Ilva. I piani del governo latitano e attendono le famose idee su cui puntava il premier Giuseppe Conte. Voci incontrollate indicano la ricerca di altri soci (ma sono pochissimi al mondo i gruppi in grado di intervenire). Per la tutela legale di chi entri e voglia risanare non esistono prospettive, a  meno di colpi si scena proprio stasera.

  

Guai indotti, ma poi arriva l'impegno dell'azienda a pagare tutti. Ovviamente solo per i lavori richiesti e poi, con la chiusura avviata, tanti saluti.

 

C'è una medaglia di bronzo e si parla di debito pubblico.

 

E quindi sarà la manovra che stenta, sarà l'Ilva che preme, sarà il governo che barcolla, ma lo spread, zitto zitto, mette a segno questa brusca risalita.

 

A proposito di maggioranza ci sono queste manifestazioni di intelligenza politica e di intelligenza tout court da parte della forza alleata del Pd nel governo nazionale.

  

Nancy Pelosi osserva che Donald Trump ha fatto in modo palese cose peggiori di quelle Richard Nixon almeno tentò di fare di nascosto.

 

Le audizioni per l'impeachment vanno avanti, con la meravigliosa disciplina dei testimoni americani provenienti dagli alti ranghi dello stato. Riferiscono tutto, senza reticenze, ma non generalizzano né traggono conclusioni (non è il loro compito).

 

Christine Lagarde riunisce il consiglio direttivo della Bce per una chiacchiera informale e ci manda una foto.

 

Olivier Blanchard, già suo capo economista al Fmi nota che è l'unica donna al tavolo.

 

Comprate olio buono e i prezzi ripartiranno, usatelo, non tenetelo lì a invecchiare.

  

Che vittoria per Berrettini a Londra.

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