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Di cosa parlare stasera a cena

La parabola del M5s e l'incendio di Notre Dame

Idee e spunti per sapere quello che succede nel mondo selezionati per voi da Giuseppe De Filippi

16 Aprile 2019 alle 18:11

La parabola del M5s e l'incendio di Notre Dame

foto LaPresse

Schema per ragionare sulla parabola dei 5 stelle. Scegliete un po' di temi classici della politica italiana e della nostra società e vedete su cosa i grillini sembrano destinati a lasciare un segno. Non si intendono né grandi questioni né grandi riforme, ma l'ordinario, per così dire, del potere per vedere come viene declinato da quello che attualmente è il maggiore partito italiano (benché fondato, anche se tardivamente, da Di Maio e dal giovane Casaleggio). Allora, vediamo un po'. Un tema ricorrente: l'Alitalia. Di Berlusconi si sa che tentò il coinvolgimento di imprenditori italiani, con evidente operazione di sistema anche nel senso del capitalismo di relazione. Una scelta che comunque ha improntato una stagione della compagnia. Prodi, prima di lui, era stato l'uomo del dialogo con i francesi e di altri tentativi centrati sulle solide, anche se discutibili, basi del capitalismo pubblico italiano. Poi in una coabitazione tra vari potentati politici italiani tradizionali si tenta l'operazione Etihad. Anche in quel caso non va a finire bene, ma non si può negare che si sia provata una strategia. Ora tocca ai 5 stelle, con la Lega molto defilata sul dossier. E siamo all'imbarazzante, per loro, momento delle voci sul coinvolgimento di Atlantia. Sì, proprio i nemici, quelli da cacciare via da tutto, ai quali far decadere, con effetto immediato, tutte le concessioni infrastrutturali, i mostri Benetton da additare. Di Maio smentisce, ma smentisce piano per non far rumore, altri tacciono. Magari non se ne farà nulla, ma certo solo la voce diventa un fattore di imbarazzo per i 5 stelle. E se non c'è Atlantia chi c'è? alle Ferrovie sono nervosissimi, Delta guarda e aspetta di approfittarsi al meglio, Lufthansa resta sulle sue posizioni, i cinesi boh. Ma arrivano voci sull'apertura di un tavolo a Palazzo Chigi (scartando, quindi, rispetto a Di Maio e al suo ministero e il ministro, dagli Emirati Arabi, dice, sprezzante, che questo tavolo non esiste e lui non era avvertito). Vabbè, di schiettamente grillino o dimaiano in tutto questo non c'è nulla. E la Rai? Oggi in commissione di vigilanza i parlamentari 5 stelle sembravano la super opposizione, eppure hanno nominato e stra-nominato. Ma è come se, anche dopo aver piazzato i loro uomini e le loro donne, non sappiano bene che fare. E finiscono, quasi comicamente, a contestare la Rai dei partiti, la Rai del potere, come se loro fossero dei passanti. E le grandi opere? tacciamo, per pietà, sullo sblocca cantieri fermi come una scala mobile romana, ma la loro visione qual è? Che segno lasciano nella progettualità italiana per le infrastrutture? Un grande niente, cioè la proiezione sul terreno dell'antipolitica . Ah, tra loro, tra i grillini, girano sondaggi orrendi che non diffondono.

 

Assoluzioni tardive e politica.

 

Ma veniamo alle candidature di oggi, parlatene, soprattutto in chiave leghista, perché l'attesa operazione normalità da parte di Salvini sembra rimandata. Nelle liste per l'Europa fioccano i nomi di piccoli fenomeni televisivi da talk show, tra i quali certamente primeggiano l'acido Rinaldi e la aggressiva Donato, entrambi accomunati dalla fede nella Lira e nella politica monetaria fatta alla buona che, come una bella dormita, risolve tutto. Come abbia fatto un partito con ambizioni quasi egemoniche e che dovrebbe cercare classe dirigente a caricarseli non si sa proprio. Ah, c'è anche l'animatore del sito "Il Talebano", sostenitore di una politica estera e di una visione ossessiva palesemente in contrasto con il progetto di trasformare la Lega in forza di governo.

 

In Forza Italia invece c'è Mara Carfagna, pronta a cogliere l'occasione di questa campagna elettorale per rafforzarsi e prepararsi al confronto con Salvini (e con il Salvini circondato da strambi personaggi, vedi sopra).

  

Fate un piccolo sforzo e leggete Ceccanti su un punto di diritto costituzionale e di diritto della politica e della democrazia.

 

Passano le ore ma la cronaca migliore dell'incendio di Notre Dame resta quella di Giuliano Ferrara fatta in corsa ieri sera.

 

Per ricostruire Notre Dame, una guida.

 

I soldi ci sono, la volontà politica pure. Entrambi, anzi, soldi e volontà sono quasi in eccesso. insomma la ricostruzione di Notre Dame partirà presto e cancellerà la montagna di sciocchezze dette a caldo, tra complottismi e consigli ai pompieri. Vabbè un'autocitazione per semplicità, ma in giro di stupidate da fare oggetto di ironia ne trovate quante ne volete.

  

La guerra dei cent'anni è finita da un pezzo, e anche delle guerre napoleoniche si è sbiadita la carica di rabbia da entrambe le parti, così dal Regno Unito arriva un solidale incoraggiamento per la ricostruzione di Notre Dame.

  

Così tanto per ricordare, a proposito di sciocchezze che si dicono anche in altri ambiti.

 

A cena saprete com'è andata e potrete parlarne.

 

Paola Peduzzi è stata una golfista quindi ne approfittiamo per farvi parlare ancora un po' di Tiger Woods.

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