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I migranti al largo di Malta e lo scontro sindaci-Salvini sul decreto sicurezza

Idee e spunti per sapere quello che succede nel mondo selezionati per voi da Giuseppe De Filippi

2 Gennaio 2019 alle 19:39

I migranti al largo di Malta e lo scontro sindaci-Salvini sul decreto sicurezza

Un'immagine della Sea Watch 3 dello scorso giugno (foto LaPresse)

Partite dall'unico tema di rilievo, la sorte dei 49 sulle due navi di soccorso cui viene negato lo sbarco in Italia. C'è stata una mobilitazione da altri paesi europei. Le condizioni del mare sono notevolmente peggiorate, così come le condizioni delle persone che si trovano a bordo. Alla fine, secondo quanto riferisce il Times of Malta, il governo di La Valletta ha autorizzato la nave Sea Watch 3, con 32 migranti a bordo, ad entrare nelle proprie acque territoriali per proteggersi (permesso accordato anche alla Sea Eye che ne trasporta 17). Al momento nessuno sbarco è stato autorizzato. Il governo olandese ha però fatto sapere di essere pronto a ospitare alcuni dei migranti se altri paesi faranno lo stesso.

     

La situazione, insomma, è tutt'altro che risolta. Anche se l'impressione generale è che il governo gialloverde si sia costretto da solo, con la propria retorica, in una situazione non gestibile, in cui una decisione umana e umanitaria ovvia come quella di consentire lo sbarco al più presto a chi si trova in difficoltà sia politicamente impossibile da sostenere. Salvini tiene il punto, ma in realtà di quel punto e di quella ossessione è diventato prigioniero.

  

I sindaci che non vogliono applicare il decreto sicurezza e ne hanno ottime ragioni. Matteo Salvini ha fatto sapere che “ne risponderanno personalmente, penalmente e civilmente, perché è una legge che mette ordine e regole”. Per l'autorità dello stato è un brutto scacco, ma un po' se la sono cercata e come sottolinea Giampaolo Galli è un applicazione dello stesso menefrego che l'Italia ha rivolto all'Europa e, aggiungiamo, al diritto internazionale e alle leggi del mare.

 

 

 

 

Sono passate quasi 48 ore ma il discorso di Sergio Mattarella la sera del 31 vale come punto di partenza politico, per il dopo-manovra, per sapere come avvicinarci alle elezioni europee.

 

 

   

Tempo ancora un po' sospeso per il resto, si parla di manutenzione, o meglio di avviamento, della manovra. Mancano, come è noto, i decreti legge per le pensioni e per i 780 euro. Non sarà facile scriverli perché bisognerà per forza scontentare qualcuno e non ci sono spazi politici per gestire le disparità di trattamento. Quindi entro qualche giorno il governo dovrà decidere quali gruppi sociali, e quali sottogruppi al loro interno, privilegiare e a quali chiedere pazienza. Sia tra i destinatari del meccanismo per ora esclusivamente assistenziale che chiamano reddito di cittadinanza sia nel sistema previdenziale.

 

  

A proposito di manovra e dei suoi tanti effetti, alcuni piccoli, certo, altri molto locali, ma in grado di provocare proteste, anche fondate.

 

 

 

Attenzione alla Carige, i tempi si fanno più stretti per sistemare i requisiti patrimoniali e l'assemblea, prima o poi, sarà costretta a decidere su operazioni straordinarie.

 

 

 

Mitt Romney contro Donald Trump per la seconda volta e sembra che un po' il presidente si scocci.

 

 

 

Andiamo molto più lontano e troviamo il tema perfetto a cena.

 

 

 

 

Arriva il freddo e noi ci prepariamo per essere all'altezza delle conversazioni a cena grazie al sito Severe Weather Europe, ecco cosa succede nella vicina Austria.

 

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