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I problemi di Toninelli e i bilanci della Champions League. Di cosa parlare stasera a cena

Idee e spunti per sapere quello che succede nel mondo selezionati da Giuseppe De Filippi

11 Dicembre 2018 alle 17:52

I problemi di Toninelli e i bilanci della Champions League. Di cosa parlare stasera a cena

Foto Imagoeconomica

E adesso per chissà quanto tempo non ci sarà più il Tmb Salerio, ovvero uno dei due impianti (l'altro è il contestatissimo Rocca Cencia) che a Roma facevano il primo trattamento, quello meccanico e biologico (da cui la sigla TMB) dei rifiuti raccolti. L'incendio scoppiato all'alba lo ha messo fuori uso oltre a diffondere sulla città un'ampia nube brunastra e odore di bruciato. Un piccolo trauma per i romani, non si parlava d'altro in città. Che però, appunto, le determina un altro ancora maggiore, perché da oggi l'equilibrio molto precario della raccolta, trattamento e smaltimento (altrove) dei rifiuti, viene completamente a saltare. E già si aspettavano a Roma giorni difficili per i turni di lavoro dell'azienda preposta, l'Ama, e per la maggiore produzione di rifiuti durante il Natale e la fine dell'anno. La mancanza totale di un progetto, di una politica, di un piano, per il settore a Roma adesso è evidente. L'assessora non sa che dire, se non invitare, avvertendo l'aria puzzolente, a chiudere le finestre. La sindaca parla, come sempre, dall'opposizione, criticando non sa bene nemmeno lei cosa e chi. Mentre l'opposizione vera chiede conto dell'inazione, dei tanti, evidenti, segnali di pericolo trascurati.

 

I capigruppo a 5 stelle di Camera e Senato, a freddo, partono contro Salvini, chiedendogli di non minimizzare le indagini sui 49 milioni di rimborsi, sottoposti a sequestro ma mani individuati dalla procura. E' un'offensiva mai vista all'interno della maggioranza. Se volete potete mettere nel conto anche le parole offensive di Toninelli contro il governatore ligure, Toti, che ha la Lega in maggioranza, e gli risponde "basta parole a vanvera, piuttosto apri i cantieri". A proposito, sta per diventare un caso nazionale (in loco è già una questione molto dibattuta) il progetto di passanti di Bologna, lo snodo che dovrebbe alleggerire il traffico autostradale. Anche questa volta Toninelli è criticato per le tattiche dilatorie, esercitate tenendo nascosto un progetto, tutto suo e alternativo rispetto a quelli noti. La pazienza emiliana sta per finire, ed ecco quindi, buttandola in politica, uno dei tanti casi in cui il grillismo finisce per zavorrare i sogni di crescita della Lega, perché anche in zone dove i salviniani aumentano, l'associazione del loro destino con quello grillino, alla lunga, anche se travisata con le diverse alleanze locali, finirà per danneggiarli.

   

Giovanni Tria dice che la manovra non verrà stravolta in queste ultime ore prima del confronto europeo. E gli si crede, anche perché gli stravolgimenti in 4 o 5 giorni, quanti ne hanno avuto dopo la decisione di provare a cambiare qualcosa, non sarebbero possibili. Unica stampella è il 3,5 per cento della Francia ingilettata, ma non è detto che valga a tenere buoni i valutatori europei e soprattutto a tenere buoni gli investitori finanziari. Per questi ultimi, che sono molto più importanti delle autorità europee, lo sforamento francese non è un'esimente per l'Italia ma è un'aggravante, perché se la Francia abbandonasse in modo permanente la disciplina stretta di bilancio si aprirebbe un problema sull'eurozona e a soffrirne sarebbero, come sempre, le economia più esposte, con l'Italia quindi doppiamente sotto pressione.

  

Perché intanto parla di manovra anche il prof. avv. e anche lui va a cercare sponde in Francia mentre si prepara all'incontro con Juncker, al quale, con una delle sue solite frasi tanto apodittiche quanto vuote, dice di voler portare non il libro dei sogni ma un testo chiaro e definito.

 

Il dramma della Brexit, la condanna a uscire per colpa del populismo referendario e l'impossibilità di gestire quel mandato imperativo. Brexit sembra il miglior caso per mostrare come non si possa decidere cose complesse attraverso la democrazia diretta, quindi riducendole a sì e no. Theresa May non sa più che fare, il parlamento neanche. L'Europa dice di no a nuove trattative, quindi si va velocemente verso l'uscita non regolata (o verso un clamoroso ripensamento). Per uscita non regolata a muoversi dovrebbero essere i singoli stati per tutelare i loro cittadini in UK esposti a un repentino cambio di status.

 

Ora, i panini, va bene, uno se li mangia fuori. Ma che questo governo vieti i selfie con le vestigia e promuova invece quelli con le facce ministeriali no, non va bene.

 

Poi c'è la Champions League e i posti agli ottavi ancora disponibili.

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