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Dal via a Russia 2018 alla dignità secondo Di Maio. Di cosa parlare stasera a cena

Idee e spunti per sapere quello che succede nel mondo selezionati per voi da Giuseppe De Filippi 

14 Giugno 2018 alle 18:30

Dal via a Russia 2018 alla dignità secondo Di Maio. Di cosa parlare stasera a cena

Filone banale ma sicuro tra stadio, stadi, indagini, mondiali in Russia, Var, geopolitica del pallone, un futuro in Qatar e poi negli Stati Uniti. Insomma, anche senza grandi sforzi possiamo già sapere come si orienteranno le conversazioni a cena, anche perché qualcuno avrà fresca memoria del forse però non troppo avvincente match tra Arabia Saudita e Russia.

 

Ma appunto lo stadio qui tiene banco e non tanto per gli sviluppi delle indagini, che vanno avanti nel modo abituale (fissazione di interrogatori, acquisizioni di altri documenti, qualche informazione in più che filtra verso i giornalisti) ma per le reazioni politiche. Cominciamo con la più insensata, quella in cui la sindaca Raggi sfida il raziocinio e annuncia querela a tutti, intesi tutti come chi la identificasse come sindaca.

 

D'altra parte un po' va capita, e a tavola potete anche indulgere non tanto in argomenti giudiziari quanto in questioni che hanno a che fare con l'animo umano, perché effettivamente in un misto di presunzione e di ingenuità la povera sindaca è finita dentro a sistemi di influenza che non riesce neanche in parte a dominare.

 

Questo non ne fa una innocente parte lesa, ma, per capirci, una connivente parte lesa. Però la sua rabbia la capiamo, il suo smontante disappunto: Beppe Grillo spedisce a Roma, attraverso i proconsoli Bonafede (ora ministro) e Fraccaro (ora ministro) un personaggio che poi prende il controllo della complessa trattativa e apparentemente combina i suoi bei guai e la sindaca viene anche spinta a nominarlo all'Acea. Son cose che lasciano segni e chissà che Raggi non decida prima o poi di infrangere il silenzio, di dire che ha leso la parte lesa, di stracciare il contratto. Mentre il passato spietatamente attuale del web non perdona, e non solo la povera sindaca.

 

Che politica sta facendo veramente il governo Conte? Il tema sembra strambo, ma ha un senso. Perché fuori dalle divergenze e dalla campagna elettorale continua ci sarà pure qualcosa traducibile in provvedimenti, in atti, in leggi. Per ora c'è Di Maio, cui toccano i tempi immediatamente pressanti, che però sembra ancora inserito in una logica propagandistica, di pura ostentazione, ed eccolo a battezzare i decreti, il suo primo vorrebbe che si chiamasse "decreto dignità", allora il tema che vi proponiamo non è tanto il giudizio sul decreto in sé, ma una specie di giudizio preventivo per dividere chi, nei giornali e in Tv, userà pedissequamente la denominazione gradita a Di Maio e chi invece manterrà il proprio diritto di chiamare le cose col nome che sembra appropriato. L'Ansa, come vedete, intanto come agenzia è tenuta a riportare esattamente ciò che dichiarano le persone citate e comunque ha l'accortezza di mettere tra virgolette la denominazione scelta dal ministro.

 

Mario Draghi ha salvato l'euro e l'Europa e ora spiega come ci si salva dal salvataggio. La data di oggi resterà nella nostra storia economica e politica.

  

Il prof-avv. Giuseppe Conte vede Emmanuel Macron domani, mettendo fine allo sciocco atteggiamento da offesi inconsolati in cui l'Italia si stava ingabbiando. Tema generale: come uscire decentemente dai vincoli che per stupidità noi stessi ci fissiamo. E vale anche per Matteo Salvini. Il ministro dell'Interno ha, ormai si capisce, in sé stesso il peggio nemico. Perché solo in questo modo si spiega l'incapacità di declinare le diverse sfumature e i diversi gradi di un giudizio che dovrebbe essere razionale e umano riguardo alla nave Aquarius e al suo destino. Solo da una misteriosa voce interna può derivare, di fronte a notizie preoccupanti sulle condizioni della navigazione, la risposta bullista "sono problemi loro".

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