Dal casino sovranista di Trump ai mercati finanziari. Di cosa parlare stasera a cena

Idee e spunti per sapere quello che succede nel mondo selezionati per voi da Giuseppe De Filippi 

8 Giugno 2018 alle 18:34

Dal casino sovranista di Trump ai mercati finanziari. Di cosa parlare stasera a cena

Se stasera cenate con i capi di stato e di governo dei principali sette paesi industrializzati e democratici e questa interessante opportunità vi è offerta non avendo però voi avuto mai alcuna esperienza politica, né nazionale né internazionale (né locale, ad essere precisi), ecco che il rifugio della genericità e della insignificanza diventa confortevole, rassicurante. Perfetto, quindi, il Giuseppe Conte che sui dazi stende l'uditorio con un "vogliamo capire, l'Italia avrà una posizione moderata" e sulle sanzioni alla Russia spara un "l'Italia valuterà, noi siamo per il dialogo". Sotto alla genericità però cova l'intenzione di rompere la solidarietà europea e la stessa strategia comune dei paesi uniti dalla bandiera con le stelle (ma non 5). Insomma, e nelle vostre cene senza capi di stato e di governo se ne parlerà certamente, l'impressione è che il presunto del consiglio si stia tenendo aperta la possibilità, pur senza dire niente di fortemente connotato. di uno scarto italiano su questioni centrali nei rapporti internazionali dell'Unione Europea- L'elasticità delle dichiarazioni di Conte serviva anche a inglobare nell'ambito del possibile le intemerate del ministro dell'Interno che si occupa dell'esterno, cioè di Matteo Salvini, dal quale era arrivato una specie di ordine di servizio sui rapporti internazionali proprio riguardo alla questione dei dazi.

 

Donal Trump comunque il suo casino sovranista lo fa in proprio, non essendo data una internazionale sovranista, come Salvini presto capirà anche in Europa anche se prova a difendere Trump come nostro improbabile alleato, grazie ai dazi, contro la "prepotenza tedesca" (gli spiegheranno i suoi elettori delle tante aziende che lavorano intensamente con la Germania che l'export tedesco è tanto ma tanto fatto anche da business italiano).

  

Giornataccia sui mercati finanziari. Nessun crollo verticale, certo, ma un continuo e persistente stato di debolezza, peggiorato all'acuirsi dei problemi internazionali (guerre commerciali, Argentina bisognosa di soccorso dal Fmi). Si discute dell'euro che esce dall'Italia prima che l'Italia esca dall'euro (con il saldo fortemente negativo sui movimenti di capitali) e si guarda corrucciati alla probabile fine del quantitative easing mentre politiche monetarie restrittive si vedono nel futuro prossimo della Bce. La Borsa soffre e lo spread pure

 

A Roma non si perde l'abitudine degli autobus fiammeggianti, grazie ai vigili del fuoco per il rapido intervento, nel frattempo però la giornata era stata vissuta ansiosamente, tra un Sos partito per una serie di scoppi e uscite di fumo sulla linea della metropolitana con conseguente panico e blocco del servizio fino a un blackout nella stazione Barberini anch'esso fonte di grandi disagi e spaventi.

 

La decisione dell'Austria contro la presenza di predicatori di odio e possibili supporti di terrorismo va valutata come una vera svolta. Non vale più a Vienna il pregiudizio della correttezza per cui non si poteva entrare nel merito di ciò che avviene nelle moschee per non rischiare di essere considerati islamofobi o persecutori di scelte basate sulla libertà religiosa. Il governo di Vienna, con tutto il suo carico di autentica xenofobia, in questo caso fa una scelta che, valutata freddamente, si inserisce in un filone diverso rispetto al "prima gli austriaci" o ad altri problemi vuotamente sovranisti. La decisione ha a che fare con il controllo del territorio da parte delle autorità democratiche e quindi con la gestione preventiva dei rischi legati ad infiltrazioni ideologiche e operative. Forse il modo migliore per trarne insegnamenti anche in Italia non è nella solidarietà generica e nell'approvazione da parte del nostro governo sovranista, ma è proprio nella distinzione, raziocinante, tra una strategia attuata (ripetiamo: per tutelare le garanzie democratiche e lo stato di diritto oltre alla sicurezza) e una strategia urlata.

 

Peccato davvero per quel tie-break al secondo set. Bellissimo torneo in ogni caso e dimostrazione di un gioco in grado di portarlo nuovamente a grandi risultati. Comunque Cecchinato ha avuto un sostegno vero e affettuoso dai tifosi italiani e ora lo terranno d'occhio.

 

La morte del grande cuoco e personaggio notissimo della Tv americana Anthony Bourdain nel disegno, con rispetto e ammirazione, di uno degli autori dei Simpson

Il futuro del calcio in Tv (interessa, anche nelle cene tra intellettuali).

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Commenti all'articolo

  • luigi.desa

    08 Giugno 2018 - 19:07

    Facendo un distinguo a mio giudizio Trump è in fondo un uomo ricco di bonomia e psicologicamente versato al negoziato ( porterà a casa anche la pace con Kim) mentre noi a casa nostra applaudiamo Salvini che è un rozzo avventuriero il cui successo è stato costruito -come quello di Grillo- da media televisivi affollati da minus habentes se non propriamente prezzolati. Ci sono trasmissioni che gridano vendetta.

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