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un consiglio
Cari giovani, leggete finché potete
Validi motivi per i quali un ragazzo dovrebbe sfogliare un giornale (anche se putiniano)
L’affollato settore dei consigli ai giovani, di solito roba tremenda tipo seguite i vostri sogni, ha il difetto, appunto per quella fissazione onirica, di voler fare tutti contenti, di pareggiare le condizioni, di essere fungibile sempre, ovunque e per tutti. Ma un consiglio, per funzionare, deve anche, almeno un po’, escludere qualcuno. Chi lo segue ne ha, si immagina, un vantaggio, chi non lo segue potrebbe averne un danno. Eccoci quindi al consiglio, che può riassumersi in un singolo precetto: cari giovani, leggete i giornali. Non tanto perché bisogna essere informati o perché bisogna recitare la preghiera quotidiana del buon uomo moderno, ma perché ormai li leggono davvero in pochi. Per un giovane, che anche se non vuole o non se ne accorge è in competizione con i suoi coetanei, i giornali diventano, proprio per la loro minore diffusione, uno strumento straordinario per accrescere quelle che un economista chiamerebbe asimmetrie informative, cioè condizioni strutturali di maggiore conoscenza degli sviluppi recenti riguardo a eventi (economici, sociali o politici) che toccano la vita di tutti. Siamo tutti sulla stessa barca ma qualcuno sa più cose della rotta, del funzionamento degli strumenti e consulta il bollettino dei naviganti.
Nelle scelte della vita, dallo studio al lavoro, dall’estetica alla ricerca dei modi per affermarsi nel senso più ampio del termine, dalle relazioni amichevoli e perfino all’educazione sentimentale, sui giornali troverete tanta roba buona per orientarvi, perché sono ancora fatti bene e comunque molto meglio dell’informazione rabberciata e confusa che si pesca (e ci pesca) in rete. Perfino quei giornali che generalmente non piacciono ai lettori del Foglio possono avere una loro funzione. Poniamo che un ventenne o una ventenne vogliano emergere nelle file dei putiniani d’Italia, che abbiano una naturale simpatia per le autocrazie cleptocratiche (succede anche questo) o che vogliano, per una loro istintiva anche se discutibile preferenza per la sopraffazione, specializzarsi in contrasto allo stato di diritto e alla democrazia, beh, sui giornali putiniani italiani troveranno una guida migliore per le loro inclinazioni rispetto a ciò che in grande quantità possono trovare sul web. Tra la propaganda studiata per instupidire e quella mediata da professionisti della disinformazione non c’è troppo da stare allegri, ma la seconda, almeno, è presentata con più accuratezza. Oppure, mettiamo che la vostra inclinazione, sempre innata, vi porti a una ossequiosa simpatia per un certo uso protervo della giustizia.
Ecco che su certi giornali avrete la guida spirituale al culto delle procure più potente di qualunque roba leggibile su siti (quasi sempre riempiti di rimaneggiamenti di roba giornalistica). Ovviamente qui si preferirebbe indirizzare i giovani lettori verso giornali non putiniani e neanche giustizialisti. Per chi è esente da questi difetti originari si aprono spazi meravigliosi per conquistare vantaggi competitivi e per superare il disorientamento tipico dell’età delle scelte. Semplicemente saprete più cose degli altri in un ambito di conoscenza che riguarda una cosa strana, una cosa che potremmo chiamare attualità. Cioè qualcosa che non pesca, se non in modo strumentale, dallo stock di conoscenze accumulate, come ad esempio è tutto il sapere scientifico, ma che, in mano a una curiosa genìa di professionisti, viene rivelato giorno per giorno e dà il brivido del divenire. Capendo quella roba lì e facendosela amica, poi, verranno più facili quelle famose scelte di vita, tutta quella roba noiosa da ripetere cui si accennava prima. E sarà possibile decidere di sé vedendo più lontano e disponendo di più carte rispetto ai cari, amicissimi, coetanei che non leggono i giornali.
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