Lago Itasca (foto wikipedia)

esplorazioni

Le sorgenti del Mississippi scoperte da un bergamasco giramondo. Una mostra

Alberto Mattioli

Nella bibiblioteca Mozzi Borgetti di Macerata si celebra Giacomo Costantino Beltrami. Dall'adesione all'Armata d'Italia, passando per i guai con la Restaurazione fino al viaggio straordinario negli Stati Uniti

Si chiamava Giacomo Costantino Beltrami, era nato a Bergamo nel 1779 e il 31 agosto 1823 scoprì le sorgenti del Mississippi. Sembra un romanzo e invece è storia: vedere per credere la mostra aperta fino al 30 settembre nella splendida biblioteca Mozzi Borgetti di Macerata. Certo, sono quelle vicende possibili solo nell’Europa rivoluzionaria e napoleonica, quando in vent’anni il mondo cambia più che nei duecento precedenti e le sorti collettive e individuali si ribaltano con fantastica casualità. 

Beltrami debutta come soldato, addetto alle polveriere dell’Armata d’Italia, poi ispettore dei magazzini di vestiario. Nel 1807, diventa giudice prima a Udine e poi, dopo l’annessione delle Marche al Regno d’Italia di Napoleone, a Macerata (il che spiega perché la mostra si faccia lì, anche se in autunno sarà replicata a Bergamo). Qui si lega di affettuosa amicizia alla contessa Giulia de’ Medici, maritata Spada, lascia la magistratura, si installa a Filottrano e diventa ricco amministrando i beni degli Spada e l’appannaggio di Eugenio de Beauharnais, figliastro di Napoleone e viceré d’Italia, e facendo incetta dei beni ecclesiastici messi all’asta. Con la Restaurazione sono guai: nel 1815, rifiuta di giurare fedeltà al governo pontificio; nel ’17, dopo i moti carbonari a Macerata, l’ultrareazionario cardinale Pacca, capofila degli “zelanti”, lo accusa di sentimenti antireligiosi e di essere massone (verissimo) e di aver speculato sul grano durante una carestia (chissà). Beltrami si presenta in tribunale e viene assolto, soprattutto grazie all’aiuto del conte Appony, ministro austriaco a Firenze, sollecitato da una vecchia amica dell’imputato, la contessa d’Albany, sì, quella dell’Alfieri.

Ma Beltrami capisce che è meglio cambiare aria, tanto più che nel ’20 la cara Giulia muore. Allora parte: Francia e Inghilterra. Il 21 gennaio 1823, dopo un viaggio spaventoso, sbarca a Filadelfia. Visita i giovani Stati Uniti e viene ricevuto alla Casa Bianca dal presidente Monroe, un fratello massone, che gli offre un tè vestito da cowboy, pantaloni di cuoio e stivali. Poi Beltrami attraversa gli Appalachi, arriva a Pittsburgh, discende l’Ohio per 1.500 chilometri fino alla confluenza con il Mississippi e qui incontra una spedizione geografico-militare americana che ispeziona il territorio indiano. Beltrami decide di seguirla, fa dietrofront, risale il fiume, caccia il bisonte e fuma il calumet con gli indiani e, quando gli yankee tornano indietro, continua per conto suo su una lancia con quattro guide. Finché non scopre il lago da cui nasce il padre delle acque: ne battezza le fonti “sorgenti Giulie” in onore della contessa Spada e dà a ognuna il nome di uno degli otto figli di lei. Dopo due mesi, quando ormai tutti lo danno per morto, torna alla civiltà.

Naturalmente, Beltrami non si ferma. Raggiunge New Orleans e da lì va in Messico che per un anno gira in lungo e in largo. Poi torna a Filadelfia e riparte per Haiti, visita l’isola, passa dall’America, parte per Londra, arriva a Parigi e infine, nel ’34, si trasferisce in una villa che aveva comprato a Heidelberg. Dopo tre anni, si stufa e rientra a Filottrano, dove muore nel 1855, ancora sotto il governo dei preti. Nel frattempo, aveva scritto le relazioni dei suoi viaggi, iniziando da Deux mots sur des promenades de Paris à Liverpool à Philadelphia. Il reportage sull’America, La découverte des sources du Mississippi et de la Rivière Sanglante (pubblicato in francese a New Orleans), viene saccheggiato da Chateaubriand nel Voyage en Amérique (plagiate almeno una cinquantina di pagine) e citato da Fenimore Cooper; quello sul Messico, Le Mexique, è vietato negli stati pontifici e in Austria per le critiche al clero. Nel 1866, lo stato del Minnesota decide di intitolare a Beltrami una contea. Non riesco a immaginare una buona ragione per andare nel Minnesota; ma se per caso passate dalla Beltrami County sappiate che onora il bergamasco-marchigiano che scoprì le sorgenti del Mississippi intitolandole alla donna che amava. E se non è un romanzo questo…

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