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“Flannery razzista”. La cancel culture colpisce O’Connor, scrittrice bianca e conservatrice

L’università dei gesuiti toglie il suo nome dalla hall. Nash-Marshall: “Terribile che siano i cattolici a cancellarla”

Giulio Meotti

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meotti@ilfoglio.it

30 Luglio 2020 alle 13:16

“Flannery razzista”. La cancel culture colpisce O’Connor, scrittrice bianca e conservatrice

Un frame del video di presentazione della Loyola University (via YouTube)

Roma. Aveva tutte le caratteristiche per diventare la perfetta candidata alla cancel culture: scrittrice bianca scomparsa nel 1964, cattolica, abitava in una grande tenuta nella Georgia assieme ai suoi splendidi pavoni, conservatrice con quella tipica angoscia e il sapore forte della verità del sud degli Stati Uniti, comune a tanti scrittori, come Walker Percy. E così, Flannery O’Connor è stata cancellata, ma dalla propria “famiglia”. La Loyola University nel Maryland, università gesuita, ha annunciato di aver cambiato il nome della...

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Giulio Meotti

Giulio Meotti

Lavora al Foglio dal 2003. Si è laureato in Filosofia. Ha scritto per il Wall Street Journal. È autore di quattro libri su Israele, alcuni tradotti in più lingue. È sposato. Ha due figli.

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Commenti all'articolo

  • joepelikan

    30 Luglio 2020 - 14:09

    L'approccio dei gesuiti all'evangelizzazione è di allinearsi al mondo. Spesso riescono nel loro intento, ma ciò cui i loro proseliti si convertono spesso non è più cristianesimo.

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    • Skybolt

      30 Luglio 2020 - 18:02

      E'' gesuitismo..Ossia se stessi. Cosa succede quando un simile ordine maligno e autoreplicante invece di obbedire perinde ac cadaver al papato se ne impossessa? Behold the man, direbbe la Bibbia di Re Giacomo...

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