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Le celebrazioni da urlo del "Dantedì"

La raucedine incresciosa e cupa, energica e felice, di un grand’attore isolato su una Torre, che ventila Dante senza paura

25 Marzo 2020 alle 06:02

Le celebrazioni da urlo del "Dantedì"

Dettaglio de "La Divina Commedia illumina Firenze" del Michelino

Dante è sempre stato letto in pubblico. Come dice Andrea Battistini, imponente accademico allievo di Ezio Raimondi, è dal Trecento che il suo racconto si comunica oltre il limite del pensiero poetico e concettuale fissato nell’alfabeto scritto, si propone come vocalità, suono, inflessione, registro tra luce e ombra di una corda vocale in vibrazione. E pensare che per l’Alighieri del Purgatorio la musica, cioè la vibrazione, è una cosa che s’ascolta e non s’intende. Ascoltare Dante dispensa dall’intenderlo? In certo...

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Commenti all'articolo

  • lupimor@gmail.com

    lupimor

    26 Marzo 2020 - 14:02

    La Divina è la sublime narrazione del percorso dello spirito: dalla selva osura alla Luce di Dio. È realistica, selettiva, implacabile, inappellabile, "lasciate ogni speranza voi ch'entrate". Il pilastro morale che fa emergere l'incosistenza culturale di ogni conato di egualitarismo. La storia dell'umanità, nei sette secoli trascorsi è sfociata nell'ultra populistico "uno vale uno" Progresso?

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