Le mille biografie di Olga, la vera Lara, e i capricci della nipote di Pasternak

Micol Flammini

In questa guerra letteraria tra biografie vere, inventate o fasulle, anche la Olga vera ne ha scritta una. Dentro racconta tutto. Il suo amore, la prigionia, i figli persi e le lettere d’amore

"Credo che non ti amerei tanto se in te non ci fosse nulla da lamentare, nulla da rimpiangere”, diceva Jurij Zivago alla sua Lara in mezzo ad altre mille parole d’amore. Quell’amore resistette a tutto, alla neve e al sole, alla vicinanza e alla rivoluzione, alla letteratura e alla medicina, alla morte di lui e alla scomparsa, tra le file dei “numeri senza nome di qualche intracciabile elenco”, di lei. Lara è esistita davvero, si chiamava Olga, era giovane, era bella, dagli occhi tristi e fu perseguitata dal regime comunista perché per quel romanzo, Il dottor Zivago, qualcuno doveva pur pagare. Pasternak piaceva molto a Stalin, che più volte ordinò alla polizia sovietica di lasciarlo in pace, “lui abita sulle nuvole”, diceva il dittatore, ma Pasternak veniva da famiglia agiata, era ambiguo, e a diversi uomini del partito non piaceva. Da Olga Ivinskaya la polizia voleva sapere chi fosse davvero Boris Pasternak, cosa contenesse il romanzo che stava scrivendo, cercavano la conferma che fosse antisovietico e in effetti lo era. Olga pagò per Boris che, al contrario di lei, era molto bravo a vivere tra la realtà sovietica e l’irreale dissidenza letteraria e grazie alla sua amante, conosciuta nella redazione di Novyj Mir, la rivista letteraria che pubblicava le opere dei più importanti scrittori russi, creò Lara, anche lei giovane, anche lei bella e anche lei dagli occhi tristi.

 

Olga non trova pace, nemmeno ora che la sua contesissima biografia è al centro di un caso che coinvolge Anna, pronipote di Boris, e la casa editrice Penguin Random House, che ha pubblicato a settembre un libro di Lara Prescott, scrittrice emergente, dal titolo The Secrets We Kept. Anna Pasternak ha accusato la Prescott, in un’intervista al Sunday Times, di aver copiato “un numero sorprendente e sostanziale” di parti della sua biografia di Olga, la vera Lara, uscita nel 2016 per la William Collins. La Penguin ha respinto le accuse dicendo che non avevano nessun fondamento. Anna ha inviato una lettera alla casa editrice, affermando che le somiglianze tra la sua biografia e il libro della Prescott superano la semplice ispirazione e ha chiesto un risarcimento alla casa editrice. Prescott e Pasternak avrebbero anche dovuto partecipare al festival della letteratura di Cheltenham per promuovere e confrontare i loro libri, ma l’evento è stato poi cancellato quando la storia di Olga è diventata per le due materiale di scontro. La Penguin ha preso le difese della sua scrittrice, cercando anche di far capire alla Pasternak che di biografie scritte su Olga ne esistono moltissime e che anzi, forse è la Prescott quella che, in questa marea, ha cercato di investigare oltre al rapporto amoroso tra i due, scrivendo un’opera dal sapore americano. The Secrets We Kept non è un racconto russo, è una storia di spie: due agenti della Cia vengono incaricati di portare il romanzo fuori dall’Unione sovietica per far conoscere al mondo la realtà dei gulag, degli espropri e della rivoluzione. Al centro c’è la storia d’amore tra i due, Boris Pasternak e Olga Ivinskaya, ma la Russia è uno sfondo, al centro ci sono gli Stati Uniti e il romanzo dell’autore russo.

 

La Penguin Random House sta difendendo la sua autrice con vigore, dopo averle versato un anticipo di due milioni di dollari per l’opera, e ha voluto sottolineare che Anna non ha mai avuto un’esclusiva nel raccontare la vera storia di Olga, che anzi, personaggio affascinante e sofferente, ha ispirato diverse biografie. Una è uscita anche in Italia lo scorso anno, un ritratto di Olga scritto da Pierluigi Battista, e forse coglie esattamente quel lato della storia personale di Boris Pasternak che tutti, dopo aver letto e riletto le sventure di Olga, ci auguriamo sia esistito almeno un po’, almeno per farci credere che quell’amore fosse reale e non soltanto letterario: Il senso di colpa del dottor Zivago (La Nave di Teseo).

 

Anna Pasternak si è infilata in questa guerra che ha portato a galla anche qualche stroncatura della sua opera piuttosto rilevante, la pronipote dello scrittore russo presentò il libro come la “storia d’amore non raccontata che ha ispirato il dottor Zivago”, ma il New York Times le disse che la storia era stata raccontata eccome, anche meglio di come lo aveva fatto lei, e piuttosto che leggere il libro della pronipote i lettori curiosi e romantici avrebbero fatto meglio ad attenersi al romanzo russo. In questa guerra letteraria tra biografie vere, raccontate, inventate o fasulle, anche Olga, quella vera, ne ha scritta una. Dentro racconta tutto. Il suo amore, la prigionia, i figli persi e le lettere d’amore, quelle che Pasternak le spediva, la polizia segreta le prese e lei non le rilesse più.