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I nuovi ciarlatani

Le fregnacce delle riviste accademiche. L’algebra femminista, la fisica queer, la biologia afrocentrica e, ovviamente, il “pene concettuale”

15 Ottobre 2018 alle 11:12

I nuovi ciarlatani

Foto Wikipedia Commons

Sono riusciti a dimostrare che l’imperatore è nudo, che buona parte della cultura accademica che esce dai prestigiosi journal studies non è altro che un pastiche in cui le parole egemonia ed epistemologia sono intercambiabili, dove le frontiere tra le discipline e le querelle ideologiche sono cadute e l’anti razionalismo contemporaneo si nutre delle fesserie del politicamente corretto. Nel 2017, Peter Boghossian e James Lindsay – il primo docente di Filosofia all’Università di Portland (Oregon), il secondo titolare di un...

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Commenti all'articolo

  • tenen314

    15 Ottobre 2018 - 12:12

    Finché si tratta di "ricerche" ed insegnamento in università private, poco male. Se negli USA vi sono studenti (e famiglie degli studenti!) disposti a pagare $ 50.000 all'anno per farsi riempire la testa di idiozie, perché no? Il male comincia quando, come in Italia, le università dove si insegnano simili piacevolezze sono finanziate dai contribuenti. Sarebbe bello se un ministro della pubblica istruzione si preoccupasse della questione. La ricerca e l'insegnamento universitari sono liberi, ma se un ricercatore (un fisico, un chimico, un biologo) pubblicasse articoli basati su dati falsi non farebbe molta strada, e certamente non otterrebbe più finanziamenti per le sue "ricerche". In campo umanistico i confini fra ricerca innovativa e truffa culturale sono più vaghi, ma non sembra impossibile opporre dei filtri a questo sonno della ragione che sta generando i prevedibili mostri (Goya dixit). Senza farsi intimidire dalle prevedibili accuse di censura, x-fobia, totalitarismo reazionario.

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