All’Opera di Roma insieme a “Pagliacci”

Sentirsi saltimbanchi e scrivere la “cavalleria rusticana”

Fine Ottocento, il giovane Pietro Mascagni, compositore di belle speranze, è costretto a una vita raminga, finché si ferma nella piccola Cerignola. E’ qui che dà voce e musica a Santuzza e Turiddu. E diventa una celebrità

9 Aprile 2018 alle 11:40

Sentirsi saltimbanchi e scrivere la “cavalleria rusticana”

Pietro Mascagni in una foto giovanile. “Cavalleria rusticana” è in programma con “Pagliacci” al Teatro Costanzi di Roma. Giovedì scorso la prima, repliche per cinque serate fino al 15 aprile

Immaginatevi la scena. Un ventiquattrenne livornese, musicista di belle speranze, alto, biondo, aitante, occhi chiari, capelli folti e dritti sulla fronte, il verbo sciolto di chi ama l’allegria, scritturato da una compagnia di infimo ordine con paga miserrima, dopo aver girato in lungo e in largo per l’Italia si ritrova completamente spiantato, pieno di debiti, con fidanzata al seguito e per di più incinta, in quel di Cerignola, centro agricolo del Tavoliere delle Puglie. Siamo alla fine dell’Ottocento. L’Italia è...

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