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Arrestato un richiedente asilo che progettava attentati in Europa

Il 34enne del Gambia è stato fermato nel napoletano. Era stato segnalato da un suo connazionale arrestato ad aprile e aveva seguito un lungo addestramento in Libia

26 Giugno 2018 alle 08:48

Arrestato un richiedente asilo che progettava attentati in Europa

Foto Il Foglio

Un richiedente asilo del Gambia, Sillah Osman, 34 anni, è stato arrestato nel napoletano durante una operazione congiunta antiterrorismo di polizia e carabinieri. Il presunto jihadista era sbarcato nel 2017 in Sicilia e poi era transitato per la Puglia. Secondo gli inquirenti era arrivato in Europa dopo un lungo addestramento in Libia con gruppi collegati allo Stato islamico, che gli avrebbero insegnato a usare armi ed esplosivi e a pianificare attacchi. Il gip ha già convalidato l'arresto, il secondo in due mesi: il 20 aprile era stato fermato a Pozzuoli un altro gambiano di 21 anni, Alagie Touray. In un video registrato nel Centro di accoglienza per migranti di Licola e poi inviato via Telegram ai reclutatori dello Stato islamico, Touray aveva giurato fedeltà al califfo Abu Bakr Al Baghdadi. Grazie al cellulare di Touray e alla sua collaborazione, la sicurezza italiana è arrivata a Osman. L'ipotesi degli investigatori è che i due avessero ricevuto ordini via Telegram per compiere un attentato – probabilmente in Spagna o in Francia – con un furgone lanciato a tutta velocità in un centro cittadino, come nella strage del 14 luglio 2016 a Nizza, quando il tunisino Mohamed Lahouaiej-Bouhlel provocò la morte di 86 persone e ne ferì oltre 300.

     

Un'altro punto in comune con quell'attacco è il transito per la Puglia: a Gravina aveva vissuto Chokri Chafroud, il cittadino tunisino fermato in Francia dopo l’attentato. Fino ad allora erano undici i terroristi passati dal solo porto di Bari, tra cui anche Salah Abdeslam, il kamikaze mancato della strage di Parigi del 13 novembre scorso, passato tre mesi prima dal porto con un traghetto arrivato da Patrasso. Le fonti della nostra intelligence parlano infatti del “rischio della rotta adriatica”. “Gli arresti che abbiamo compiuto fanno sperare che ora il proposito di attentato terroristico sia stato abbandonato”, ha detto il procuratore di Napoli, Giovanni Melillo. “In una telefonata alla moglie ha detto di aver sentito la voce di Dio. Ha detto che era un soldato”, ha riferito il procuratore. Prima del viaggio in Italia, nel quale “è stato monitorato giorno e notte", Osman avrebbe sostenuto "un duro addestramento in Libia durante il quale ha sviluppato tecniche terroristiche, capacità nell'uso delle armi, resistenza alla fame, alla sete e alla paura”, sostiene Melillo. “L'addestramento è stato spesso interrotto dalle incursioni militari dei operazioni antiterrorismo”: secondo gli inquirenti, il gruppo con il quale Osman si era addestrato sarebbe stato composto da 13 persone, alcune delle quali morte in agguati e altre ancora libere.

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