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"Automotive Premium Partner”

Per chi si lamenta dei Giochi business, le immagini di Cortina 1956 sono una lezione di civiltà

Maurizio Crippa

I tassisti di Milano sono arrabbiati per l'accordo con Stellantis che ha messo a disposizione circa tremila auto per atleti, staff e organizzatori. Ma 70 anni fa nelle strade innevate c'erano le Fiat Seicento multiple con la scritta “Fiat - Servizio Giochi olimpici”. All'alba del boom economico, la modernità era già iniziata

Dice in giro che i tassisti di Milano sono incazzati come blizzard: si lavora poco. Un po’ è colpa della modernità, bellezza: l’altro giorno la nazionale di hockey canadese è stata fotografata che andava all’Arena di Santa Giulia in metropolitana. L’altra colpa invece è semplicemente merito di una modernità iniziata 70 anni fa, alle mitiche olimpiadi di Cortina del 1956. C’è una mostra deliziosa alle Gallerie d’Italia di piazza della Scala. Si intitola “La strada per Cortina. VII Giochi Olimpici Invernali 1956”. Immagini dall’archivio fotografico Publifoto, gloriosa agenzia italiana, acquisito anni fa da Intesa Sanpaolo. Un’immagine è decisiva: la fila di Seicento multipla.

 

La mostra è curata da Aldo Grasso, che con sapienza ha scartato le immagini delle gare, e ha invece selezionato le fotografie che raccontano dal vivo il grande cambiamento d’epoca che quelle Olimpiadi – il primo grande evento internazionale assegnato alla nuova Italia repubblicana – hanno rappresentato. C’era la neve, e questa oggi è una novità. Ma clima a parte ci sono le grandi opere realizzate. Soprattutto ci sono decine di immagini di insegne commerciali, di cartelli stradali pubblicitari, dal Cynar al Nescafé, ci sono benzinai e “service” dedicati alla nuova protagonista d’Italia, l’automobile. Ci sono i torpedoni per il trasporto degli atleti coperti dalle scritte di sponsor. Ci sono il pubblico, i giornalisti, gli alberghi. Ci sono gli operatori della Rai – le trasmissioni tv erano iniziate solo nel 1954 – protagonisti di un miracolo tecnologico, le prime dirette trasmesse in mezza Europa. Insomma un’Italia che entrava dritta a capofitto come una discesista nella contemporaneità. E poi, le Seicento multipla.

 

Dice che i tassisti di Milano sono incazzati per via di un accordo stipulato tra la Fondazione Milano Cortina 2026 e Stellantis che ha reso il gruppo coi suoi marchi “Automotive Premium Partner delle Olimpiadi e Paralimpiadi Invernali 2026”, mettendo a disposizione circa tremila auto per atleti, staff e organizzatori. Per i tassisti può essere un problema, certo. Come può esserlo per i ristoratori il fatto che i turisti non vadano a farsi pelare da menù fuori media nazionale: è il mercato, bellezza. Ma che una organizzazione internazionale che coordina un grande evento metta a disposizione anche servizi di logistica è un fatto normale e non è nemmeno una novità. Perché nelle strade innevate della Cortina del 1956 i fotografi di Publifoto hanno immortalato le Fiat Seicento multiple con la scritta “Fiat - Servizio Giochi olimpici”. Esisteva già, insomma, il concetto di “Automotive Premium Partner” all’alba del boom economico. Come Fiat anche Alfa Romeo, che mise a disposizione pulmini che sembravano camion da trasporto per gli spostamenti delle squadre. Allora c’era la neve, per tutto il resto la modernità era già iniziata.

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  • Maurizio Crippa
  • "Maurizio Crippa, vicedirettore, è nato a Milano un 27 febbraio di rondini e primavera. Era il 1961. E’ cresciuto a Monza, la sua Heimat, ma da più di vent’anni è un orgoglioso milanese metropolitano. Ha fatto il liceo classico e si è laureato in Storia del cinema, il suo primo amore. Poi ci sono gli amori di una vita: l’Inter, la montagna, Jannacci e Neil Young. Lavora nella redazione di Milano e si occupa un po’ di tutto: di politica, quando può di cultura, quando vuole di chiesa. E’ felice di avere due grandi Papi, Francesco e Benedetto. Non ha scritto libri (“perché scrivere brutti libri nuovi quando ci sono ancora tanti libri vecchi belli da leggere?”, gli ha insegnato Sandro Fusina). Insegue da tempo il sogno di saper usare i social media, ma poi grazie a Dio si ravvede.

    E’ responsabile della pagina settimanale del Foglio GranMilano, scrive ogni giorno Contro Mastro Ciliegia sulla prima pagina. Ha una moglie, Emilia, e due figli, Giovanni e Francesco, che non sono più bambini"