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Editoriali

Candidare un ragazzo del Beccaria?

Redazione

Droga, problemi psichiatrici, strutture inadeguate e violenza da parte degli agenti. E oggi una drammatica rivolta. Le carceri dovrebbero essere la prima delle emergenze da risolvere. Ma la politica resta a guardare

Sulla prima pagina di oggi abbiamo suggerito alla politica italiana tutta quanta, che per un “piccolo e formidabile miracolo” ha messo al centro dell’agenda (elettorale) “l’attenzione alle condizioni delle carceri nel mondo”, che forse i partiti tutti dovrebbero dedicarsi con serietà e decenza alle “uniche carceri che la politica italiana sembra ignorare all’interno del famoso globo terracqueo: quelle italiane”.

Abbiamo suggerito ai partiti italiani di candidare “uno qualsiasi dei 61.049 detenuti nelle patrie galere”; non voleva essere una provocazione: le condizioni di detenzione in Italia non permettono provocazioni di sorta. Era un modo  per ricordare che nelle carceri italiane ci sono 61 mila detenuti a fronte di una capienza ufficiale di 51 mila e da inizio anno 35 persone si sono suicidate. Il richiamo alla politica si fa ancora più grave guardano all’Istituto penale per minorenni Beccaria di Milano: sovraffollato, gravemente sotto organico, con strutture inadeguate. Un luogo che più di altri dovrebbe essere consacrato al recupero e reinserimento dei minorenni è invece un preambolo infernale. Oggi al Beccaria è scoppiata una drammatica rivolta, decine di ragazzi hanno rifiutato di rientrare dal cortile, tanti in rapporto al numero dei giovani detenuti. C’è stata molta tensione, il sindacato Sappe ha parlato di una situazione “molto grave". Ci arrivano dal Beccaria segnali allarmanti di una crescente tensione”. Sul posto è giunta anche la polizia di Stato. Poi la protesta è fortunatamente rientrare senza violenze.

Ma il giorno precedente c’era stata l’aggressione a un agente da parte di un detenuto con problemi psichiatrici, e a innescare la protesta di ieri sarebbe un controllo antidroga. Droga, problemi psichiatrici, strutture inadeguate. E nelle scorse settimane l’inchiesta su 21 agenti accusati di torture e violenze sui giovani reclusi. Dovrebbe essere la prima delle emergenze per ogni politico che abbia consapevolezza del futuro di un paese. Non c’è bisogno di candidare in Europa un minorenne del Beccaria, basta candidarlo a vivere.

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