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Si alza il Mose, Venezia ringrazia. Sventata acqua alta eccezionale

Fuori dalla bocca di porto del Lido vengono superati i 2 metri sopra il livello del mare. Ma la laguna è intatta, e con lei il centro storico di Venezia: il sistema di dighe mobili ha funzionato anche in estreme condizioni meteo

Francesco Gottardi

(Venezia). Dire all’asciutto è un parolone. Ma è tutta acqua che arriva dal cielo, dopo un giorno di pioggia battente. Il mare invece non passa: il Mose entra in funzione e protegge Venezia con successo. Botteghe e abitazioni integre. Suolo pubblico agibile fino al 99 per cento: soltanto la parte più bassa di Piazza San Marco è lievemente allagata, ma le nuove barriere in vetro salvano anche la basilica. A tre anni dal disastro, ecco il miracolo.

Non è la prima volta che il sistema di paratie mobili, inaugurato nel 2020, fa il suo dovere. Eppure oggi è stata la prova del nove. Anzi, dei 170 centimetri: tale il picco di marea previsto per la mattinata di martedì. Nel corso delle ore si sono aggiunte forti raffiche di vento da nordest, che avrebbero ulteriormente gonfiato la portata effettiva dell’acqua. Insomma le condizioni meteo perfette per un’acqua granda eccezionale. E infatti, alle 9:45, all’altezza della bocca di porta del Lido ne vengono registrati 204 – dati Ispra, Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale – sul livello del mare. Una cifra impressionante, che all’interno della laguna si sarebbe tradotta in circa 187 centimetri. Come l’acqua alta del 2019. E poco meno del lontano record del 1966, quando si toccarono i 194. Senza dubbio, il 22 novembre 2022 sarebbe entrato nel podio della storia.



 

Invece tutte le precedenti considerazioni rimangono al condizionale. Dopo anni di attesa e dibattito aperto, il Mose sfoggia la sua esibizione più muscolare. Garantendo 125 centimetri di dislivello tra mare e laguna. Ogni volta che viene alzato costa 300mila euro: in mezza giornata ha fatto risparmiare a Venezia milioni. Di danni e di disagi. Tutto procede per le calli. Perfino le visite alla basilica di San Marco, esposta alle intemperie. Le vecchie passerelle lì attorno, un po’ sistemate e un po’ no. Sembrano quasi ridicole: il ricordo sbiadito dalla potenza del presente. Mentre l’acqua sta a guardare. Bassa, finalmente.

(Foto di Francesco Gottardi)

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