È morto Giulio Giorello, filosofo della scienza

Aveva 75 anni. "Le paure possono produrre enormi castelli mentali che diventano incubi della società", aveva detto in una recente intervista al Foglio

È morto a Milano il filosofo Giulio Giorello, studioso di filosofia della scienza. Giorello, nato il 14 maggio 1945, aveva 75 anni, ed è deceduto per le conseguenze del coronavirus che lo avevano costretto a un lungo ricovero. Dimesso da una decina di giorni, le sue conseguenze si sono però aggravate improvvisamente.

 

Qui una sua recente intervista al Foglio:

   

 

Giorello si era laureato prima in filosofia nel 1968, allievo di Ludovico Geymonat, poi nel 1971 in matematica. Aveva insegnato Meccanica razionale alla facoltà di Ingegneria Pavia, per poi passare alla facoltà di Scienze a Catania e a Scienze naturali. Ricopriva la cattedra di Filosofia della scienza presso l'Università degli Studi di Milano. Pochi giorni prima di morire, a quanto si apprende, aveva voluto sposare la compagna Roberta Pelachin.

  

Dalle prime ricerche in filosofia e storia della matematica i suoi interessi si erano ampliati verso le tematiche del cambiamento scientifico e delle relazioni tra scienza, etica e politica. Ha curato tra l'altro una nuova edizione dell'Areopagitica di John Milton (Roma-Bari 1987) e, insieme a Marco Mondadori, del saggio Sulla libertà di John Stuart Mill (Milano 1981 e 1991), avviando una rinascita teorico politica degli studi sul pensatore inglese. Ha approfondito le sue ricerche nel campo dell'epistemologia e della storia della scienza, offrendo un contributo determinante alla diffusione della filosofia analitica in Italia. Giorello ha inoltre svolto interessanti speculazioni sui rapporti tra etica, scienza e politica, facendosi promotore di un liberalismo laico del pensiero. È stato inoltre Presidente della Silfs (Società Italiana di Logica e Filosofia della Scienza).

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