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Corbyn innamorato, Cameron pervertito, i maiali dappertutto e il sollievo di essere vegetariani

22 Settembre 2015 alle 06:18

E’ successo tutto in un attimo. Fino al momento prima Jeremy Corbyn, neoleader del Labour inglese, era l’animalesco attentatore della pace sociale britannica, con la sua idea perversa della democrazia e del ruolo del Regno Unito nel mondo, e subito dopo diventatava l’attivista infatuato dell’altra star della protesta di piazza, Diane Abbott: foto in bianco e nero, loro due spalla a spalla, capigliature vintage e battaglie da muro di Berlino solidamente al suo posto, viaggi romantici per cambiare il mondo.

 

Fino al momento prima, David Cameron, premier inglese, era il custode dell’identità britannica, onesto baluardo di fronte agli attentati socialistizzanti del Labour rifondato, e subito dopo diventava un ragazzo che si fa le canne, con tante fidanzate più carine della donna che poi ha sposato, disposto a tutto per farsi notare nel club dei giovani ricchi e spregiudicati che si sentivano élite già a vent’anni, un pervertito persino: una volta mise “una parte privata del suo corpo nella bocca di un maiale morto”, ha scritto Lord Ashcroft nella biografia – evidetemente non autorizzata – di Cameron, “Call Me Dave”.

 

In un attimo siamo passati dal terrore socialista all’amore comunista, dalla sicurezza al potere alla perversione conservatrice, di chi ci fidiamo adesso?, tutto sotto la strepitosa regia del Daily Mail, che indaga sull’amore tra Jez e Diana (e sulla reazione della moglie di Corbyn, la prima, non molto conciliante) e pubblica a puntate il libro di Lord Ahscroft, una volta uno dei principali sostenitori dei Tory e di Cameron, che poi si è offeso per una banale questione da commercialista, e si è dedicato alla sua ossessione: vendicarsi. Grazie alle rivelazioni, da giorni imperversano due hashtag, #piggate e #Hameron, e il povero George Osborne, in visita in Cina, ha dovuto affrontare in conferenza stampa il solerte reporter che gli chiedeva conto del cosiddetto inserimento e del maiale (guardate il video, Osborne fatica a trattenersi dal ridere, viene da pensare che ci fosse pure lui, in quell’occasione).

 

Non sai nemmeno come trattarla, una notizia così, smentisco, taccio, mi invento una battuta, ma sulla rete ci si imbatte soltanto in teste di maiali, in allevamenti, nell’immagine di Cameron con in braccio un porcellino, in fotomontaggi dal dubbio humor, e un tweet tira l’altro, non si può smettere. I giornali cosiddetti seri si sono scatenati, il Guardian ha pubblicato un articolo sui dieci maiali più famosi del cinema, come se ci fosse bisogno di qualche riferimento colto per sdoganare il “pig gate”. Gli ascoltatori della Bbc ironizzano sulla “versione vegana” dei fatti riportati dalla zietta: quand’è che la Bbc smetterà di dire “secondo quanto riportato”, come per prendere le distanze? Il miglior tweet è stato però quello di Tim Farron, leader dei Lib-Dems che sta vivendo una popolarità insperata ora che c’è qualcuno disposto a fuggire dal Labour per rifugiarsi da lui: “Non sono mai stato tanto felice di essere vegetariano”.

 

Chi segue la serie tv “Black Mirror” dice che è già tutto successo lì, e il suo ideatore si è messo a dimostrare, tramite bozze di sceneggiature, che la sua idea è venuta prima, che non sapeva nulla, l’arte che precede la realtà, insomma. O forse, chissà, lo sanno tutti: nella biografia si dice che la storia è stata confermata tre volte, e forse esiste persino una foto come prova. Ma chi può essere la fonte, definita “distinguished Oxford contemporary” e attuale parlamentare? Follow i cucinatori-di-vendette, dicono tutti senza premurarsi di controllare alcunché, di fronte al maiale ormai vale tutto, andate a vedere chi c’era e chi c’è ancora, fate due calcoli e se poi non volete sbagliarvi seguite il biondino: abita a Londra.

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