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Contro Mastro Ciliegia

Lezione di cinismo per Zaki

Maurizio Crippa

Nel paese della commedia dell’arte e dell’ipocrisia basta poco per essere gabbati. E così, dopo il commento indegno di Patrick Zaki sui massacri di Hamas, subito smentito, salta l'ospitata su Discovery da Fazio. Forse

Ebbero da rumorosamente criticare, certuni, persino per il fatto che non parlasse granché bene l’italiano. L’ultimo dei problemi, a ben guardare, visto che in quattro e quattr’otto Patrick Zaki ha dato mostra di aver imparato tutto il resto del non irreprensibile costume pubblico nazionale. L’aereo sì ma non quello del governo; la politica mai e poi mai, però chissà vedremo. E ora quel commento indegno, sui massacri di Hamas, ma con rapida smentita già degna di un politico sgamato.

 

Però sbagliando si impara, e si è liberi di farlo. E gli imbecilli che si sono subito buttati a digitare “dovevamo lasciarlo là” e altre oscenità, dovrebbero invece imparare a tacere. Quello che Zaki forse doveva ancora apprendere è che nel paese della commedia dell’arte e dell’ipocrisia basta poco per essere gabbati. Fabio Fazio lo aveva già apparecchiato nel suo nuovo circo delle meraviglie, ma dopo quell’infelice uscita lo ha bloccato: Discovery è meno elastica della Rai, a quanto pare. Ma poi arriva Littizzetto e come se nulla fosse spiega che sì, adesso non era il caso, però tra un paio di puntate o tre, che volete che sia, Patrick Zaki potrà venire a presentare il suo libro, Sogni e illusioni di libertà. E anche una bella lezione di cinismo si potrebbe aggiungere, per il simpatico ragazzone.

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  • Maurizio Crippa
  • "Maurizio Crippa, vicedirettore, è nato a Milano un 27 febbraio di rondini e primavera. Era il 1961. E’ cresciuto a Monza, la sua Heimat, ma da più di vent’anni è un orgoglioso milanese metropolitano. Ha fatto il liceo classico e si è laureato in Storia del cinema, il suo primo amore. Poi ci sono gli amori di una vita: l’Inter, la montagna, Jannacci e Neil Young. Lavora nella redazione di Milano e si occupa un po’ di tutto: di politica, quando può di cultura, quando vuole di chiesa. E’ felice di avere due grandi Papi, Francesco e Benedetto. Non ha scritto libri (“perché scrivere brutti libri nuovi quando ci sono ancora tanti libri vecchi belli da leggere?”, gli ha insegnato Sandro Fusina). Insegue da tempo il sogno di saper usare i social media, ma poi grazie a Dio si ravvede.

    E’ responsabile della pagina settimanale del Foglio GranMilano, scrive ogni giorno Contro Mastro Ciliegia sulla prima pagina. Ha una moglie, Emilia, e due figli, Giovanni e Francesco, che non sono più bambini"