contro mastro ciliegia

Su Mani Pulite (e non solo) ascoltate Goffredo Buccini, per favore

Maurizio Crippa

E' stato uno del pool dei cronistii di Tangentopoli. Uno dei pochi ad aver capito certi errori, e ne ha scritto. Sulla lettera del padre di Renzi, pubblicata anche dal Corriere, ha twittato questo: “E' uno dei momenti più tristi nella vicenda recente della magistratura italiana”

No non Guccini, sempre sia lodato. Buccini, Goffredo Buccini. Anche lui è un vero maestrone, in quel porto delle melme che sono i giornali italiani. Storico inviato e poi editorialista del  Corriere della Sera, era lì, giovane e ardente come tanti di noi, quando scoppiò Mani pulite; si trovò nelle mani la storia di Mario Chiesa, che sembrava niente e fu la “palla di neve”. Divenne cronista di giudiziaria e buttò anche lui oltre l’ostacolo, in quell’ordalia, la sua “volontà di cambiare il mondo”. Trent’anni dopo ha fatto un libro, Il tempo delle Mani Pulite, già se ne è parlato su queste colonne, che ha il pregio, in mezzo a tanta bugiarda memorialistica in circolazione, di essere sincero, a tratti autocritico, smitizzante di quel tempo delle mele marce, ma non tutte. Non tutte. 

 

Non è poco, altri sono invecchiati peggio. Così ascolta Buccini. Lunedì finiva sui giornali, anzi tra i primi sul suo Corriere, tornato Ventilatore numero 1 senza aver imparato niente, la lettera famosa del babbo a Matteo Renzi. Goffredo Buccini lunedì ha fatto un tweet: “Allegare agli atti processuali la lettera di #Tiziano #Renzi al figlio è uno dei momenti più tristi nella vicenda recente della magistratura italiana”. E chissà cosa hanno pensato al Corriere. Noi abbiamo pensato soltanto che al Corriere c’è ancora qualcuno da leggere. 

  • Maurizio Crippa
  • "Maurizio Crippa, vicedirettore, è nato a Milano un 27 febbraio di rondini e primavera. Era il 1961. E’ cresciuto a Monza, la sua Heimat, ma da più di vent’anni è un orgoglioso milanese metropolitano. Ha fatto il liceo classico e si è laureato in Storia del cinema, il suo primo amore. Poi ci sono gli amori di una vita: l’Inter, la montagna, Jannacci e Neil Young. Lavora nella redazione di Milano e si occupa un po’ di tutto: di politica, quando può di cultura, quando vuole di chiesa. E’ felice di avere due grandi Papi, Francesco e Benedetto. Non ha scritto libri (“perché scrivere brutti libri nuovi quando ci sono ancora tanti libri vecchi belli da leggere?”, gli ha insegnato Sandro Fusina). Insegue da tempo il sogno di saper usare i social media, ma poi grazie a Dio si ravvede.

    E’ responsabile della pagina settimanale del Foglio GranMilano, scrive ogni giorno Contro Mastro Ciliegia sulla prima pagina. Ha una moglie, Emilia, e due figli, Giovanni e Francesco, che non sono più bambini"