Perché su Salvini F**ez è più incisivo delle Sar**ne

Maurizio Crippa

Uno che non voteresti e nemmeno gli daresti un like, è in realtà un politico ganzo e incisivo

Certe volte è bello rimanere a bocca spalancata, davanti a una scoperta mai creduta possibile, proprio con la parola in gola a metà. Ad esempio costatare che quello là, il rapper, o l’influencer, il marito di quell’altra influencer là, uno che non voteresti e nemmeno gli daresti un like, è in realtà un politico ganzo e incisivo, più di Zinga certo, anche se il babbo non ha frequentato le Frattocchie né lui tantomeno la Scuola di Politiche di Enrico Letta. Così a bocca aperta che il nome mi vergogno quasi a dirlo, chiamiamolo F**ez. Ma è così.

 

Succede che Salvini in una trasmissione che chiamerò *** per non fare la réclame sbotta contro Fabio Volo (si vola altissimi, eh?): “Mentre lui e @Fedez facevano i soldi scrivendo libri e canzoni, io combattevo la mafia a colpi di ruspa!”. La solita minzione fuori dal vaso, ma il mio nuovo politico di riferimento, insomma F**ez, lo ha steso in un tweet: “Sai qual è la differenza? Che noi guadagniamo onestamente senza pesare sulle tasche di nessuno. Il tuo partito è costato agli italiani 49 milioni di euro. Io ero a Ibiza questa estate e faccio il rapper, tu eri al Papeete ed eri il ministro dell’Interno. That’s it”. Gli ha dato una lezione di rispetto per chi lavora, e una lezione di economia di mercato che un R**zi o un Ca**nda qualsiasi se la sognano, e ha spiegato cos’è fare opposizione da bullo a bullo, e non inutili sopracciò.

 

Per dire, ieri Rep. esultava perché lo spot riparatore di Zinga con Vespa ha fatto più ascolti di quello di Salvini. Ma sono fuori? Pensano di batterlo così? Molto meglio F**ez. Il problema è che lui fa il rapper, sta a Ibiza e a Bibbiano ci sono solo Sar**ne.

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  • "Maurizio Crippa, vicedirettore, è nato a Milano un 27 febbraio di rondini e primavera. Era il 1961. E’ cresciuto a Monza, la sua Heimat, ma da più di vent’anni è un orgoglioso milanese metropolitano. Ha fatto il liceo classico e si è laureato in Storia del cinema, il suo primo amore. Poi ci sono gli amori di una vita: l’Inter, la montagna, Jannacci e Neil Young. Lavora nella redazione di Milano e si occupa un po’ di tutto: di politica, quando può di cultura, quando vuole di chiesa. E’ felice di avere due grandi Papi, Francesco e Benedetto. Non ha scritto libri (“perché scrivere brutti libri nuovi quando ci sono ancora tanti libri vecchi belli da leggere?”, gli ha insegnato Sandro Fusina). Insegue da tempo il sogno di saper usare i social media, ma poi grazie a Dio si ravvede.

    E’ responsabile della pagina settimanale del Foglio GranMilano, scrive ogni giorno Contro Mastro Ciliegia sulla prima pagina. Ha una moglie, Emilia, e due figli, Giovanni e Francesco, che non sono più bambini"