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Fondatore e fancazzista

Nel 2017 il Movimento cinque stelle va dal notaio e cambia non lo statuto, ma proprio la sua storia. Lo strabiliante risultato è questo: Giggino diventa il fondare di una cosa già fondata

12 Marzo 2019 alle 06:00

Fondatore e fancazzista

Luigi Di Maio (foto LaPresse)

Era così pigro, ma così pigro, ma così pigro che sposò una donna già incinta. Può darsi che la Cirinnà-nà-nà, si risenta, lei di umorismo tanto sottile, per il fatto che si ricorra qui a una vecchia barzelletta da antropologia masculo-berlusconiana. Però è davvero l’unica cosa che viene in mente (o forse dovrei cercare un racconto particolarmente fumato di Philip K. Dick) per spiegare la cosmica stupidità di questa cosa. Nel 2017 il Movimento cinque stelle, sciagurata creatura di Grillo, va dal notaio (una mania da psicoanalisi, i contratti) e cambia non lo statuto, ma proprio la sua storia. Un caso di neolingua a sua insaputa. Lo strabiliante risultato è questo: Giggino diventa un fondatore del Movimento cinque stelle. Il fatto che ci sia già, e fondare una cosa già fondata è come ingravidare una moglie già incinta, insomma il senso del ridicolo, nemmeno li sfiora. Ma è una di quelle assurdità che spiegano tutto: il creatore del reddito di pigranza, è uno così poco portato a lavorare, che ha preferito fondare un partito già fondato. Un fancazzista. Ma qui, in effetti, (s)fondiamo una porta aperta.

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Commenti all'articolo

  • eleonid

    12 Marzo 2019 - 08:08

    È la cultura italiana. Fregare il prossimo.

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