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“Mektoub”, il corpo all’indice

Uno sguardo troppo maschile. Il film di Kechiche è un inno sensuale alle donne e alla vita, ma il regista è braccato dalle femministe francesi

7 Maggio 2018 alle 09:41

Il corpo all’indice

Salim Kechiouche e Lou Luttiau, due degli interpreti del film, alla presentazione di “Mektoub” all’ultima Mostra del cinema di Venezia (foto LaPresse)

François Truffaut, figura emblematica della Nouvelle Vague francese, diceva che “il cinema è l’arte di far fare delle belle cose a delle belle donne”. Per questa frase, il regista di “Baci rubati” sarebbe oggi braccato dalle femministe, travolto dalle accuse di sessismo e indicato come pericoloso interprete del “male gaze”, per riprendere il celebre concetto della suffragetta inglese Laura Mulvey, sviluppato nel saggio “Visual pleasure and narrative cinema” (1975). Per fortuna Truffaut è nato in un’altra epoca, ma al suo...

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Mauro Zanon

Nato a una manciata di chilometri da Venezia, nell’estate in cui Matthäus e Brehme sbarcarono nella parte giusta di Milano, abbandona il Nord quando la Lega era ancora celodurista e un ex avvocato del Cav. vinceva le presidenziali francesi. Ha vissuto benino nella Francia di Sarkozy, male in quella di Hollande, e vive benissimo in quella di Macron (su cui ha anche scritto un libro, Macron. La rivoluzione liberale francese, Marsilio). Ama il cinema di Dino Risi, la cucina emiliana, l’Andalusia e l’Inter di José Mourinho. Per Il Foglio, scrive di Francia e pariginismi. Collabora inoltre con il mensile francese Causeur.

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