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Viva il Papa contro i “sicari abortisti”

“L’aborto è un problema umano, la fede non c’entra”, ha detto Francesco

28 Maggio 2019 alle 06:15

Viva il Papa contro i “sicari abortisti”

Papa Francesco (foto LaPresse)

Al mondo piace quando il Papa parla di combustibili fossili, saluta sbrigativamente con un simpatico “adelante” la giovane Greta Thunberg a margine dell’udienza generale in piazza San Pietro e incanta le folle a colpi di “chi sono io per giudicare?”. Piace molto di meno quando tuona contro l’aborto con lessico poco consono alle sacre e paludate stanze vaticane. Sabato scorso, intervenendo al convegno “Yes to life”, mettendo da parte il discorso scritto, ha chiesto: “E’ lecito eliminare una vita umana per risolvere un problema? Seconda domanda: è lecito affittare un sicario per risolvere un problema? A voi la risposta. Questo è il punto”. “Non è lecito. Mai, mai eliminare una vita umana né affittare un sicario per risolvere un problema”. L’aborto – ha aggiunto Francesco – “non è mai la risposta che le donne e le famiglie cercano”. Ancora, “nessun essere umano può essere mai incompatibile con la vita, né per la sua età, né per le sue condizioni di salute, né per la qualità della sua esistenza. Ogni bambino che si annuncia nel grembo di una donna è un dono, che cambia la storia di una famiglia: di un padre e di una madre, dei nonni e dei fratellini. E questo bimbo ha bisogno di essere accolto, amato e curato”. Tutto molto chiaro.

 

Non è la prima volta che il Papa parla di “sicari” a proposito di quanti procurano l’aborto, considerato che lo scorso ottobre durante un’udienza generale aveva detto che “interrompere una gravidanza è come fare fuori uno”. Il problema è che si guarda il problema da una prospettiva sbagliata, ha spiegato Bergoglio sabato: “Delle volte noi sentiamo: ‘Voi cattolici non accettate l’aborto, è il problema della vostra fede’. No: è un problema pre-religioso. La fede non c’entra. Viene dopo, ma non c’entra: è un problema umano. E’ un problema pre-religioso. Non carichiamo sulla fede una cosa che non le compete dall’inizio. E’ un problema umano”.

Redazione

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  • branzanti

    28 Maggio 2019 - 19:07

    Parlare di sicari quando si esercita un diritto consentito dalla legge è sbagliato, fuorviante e rischia di eccitare fanatismi, non dimenticando che il papa in altra occasione paragono' l'aborto per salvare la vita della madre ad un crimine mafioso (paragone molto infelice). L'aborto non è un delitto, ma un atto che una donna ha il diritto di poter attuare, ma che potrebbe essere molto circoscritto se fossero efficacemente attuate politiche di contraccezione ed educazione alla sessualità (a meno di non voler condannare anche queste, ma allora torniamo veramente a tempi fortunatamente dimenticati).

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  • mtferrari

    28 Maggio 2019 - 17:05

    una donna violentata che ha in se il frutto tremendo dell'offesa non divulgata .... e facile dire "non uccidere" ma dal dire al fare. Se l'essere umano non desiderato nasce quale avvenire ha. . Quanti bambini non desiderati soffrono le pene dell'inferno ... la stampa in questi giorni ne parla, purtroppo sappiamo il perché.

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  • Giovanni

    28 Maggio 2019 - 16:04

    Andiamo a guardare cos'è quello che noi chiamiamo "feto" già al terzo mese di gravidanza: è un essere umano con un cuore che pulsa e un apparato sensoriale che seppur incompleto gli permette già di ricevere stimoli complessi. A quel punto la frase "l'utero è mio e me lo gestisco io" è quanto di più orripilante ci possa essere. A quel punto l'utero è invece di quell'essere umano che lì vi sta crescendo. E non c'entra la religione ne tanto meno il maschilismo o il femminismo ma semplicemente il concetto di umanità. Poi la madre può abbandonarlo cedendolo agli apparati sociali ma non può assassinarlo. Paradossale poi che in questo nostro mondo si provi più pietà per una balena, per un vitello o per un pollo e poco o nulla per un nascituro della nostra specie.

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    • Skybolt

      28 Maggio 2019 - 17:05

      Ssssh, che la sente la Cirannà... lei è un fascista. A proposito, offtopic ma mica tanto, ma della Moretti Ladylike che ha proposto di coprire i simboli religiosi nei cimiteri, è stata disintegrata da Crozza, e ha preso comunque 50.000 preferenze, appena sotto Calenda, ed ora trionfalmente ("abbiamo vinto", segno che il plurale majestatis si porta eccome a la izqierda) se ne va a Bruxelles, non se ne vuole proprio parlare qui? Perchè magari più che della stessa lady sarebbe interessate parlare dei suoi elettori, certamente non appartnenti, per proprietà transitiva, alle "classi subalterne", ma comunque proccupanti.. Avvertire Gad.

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  • Bacos50

    28 Maggio 2019 - 09:09

    Tutti a pontificare, tante inutili chiacchiere un giorno sì e l’altro pure, ma la maternità, piaccia o no, per quello che noi maschi possiamo capire e permetterci di giudicare, è una condizione psicologica e morale, prima che fisica. Le femmine della nostra specie, non sono cavalle e non devono essere considerate "fattrici" depositarie di qualcosa di superiore che, nel momento della fecondazione dell'embrione, comunque sia avvenuta, non appartiene più a loro. Se una donna non vuole diventare madre, nessun papa o imam, nessun politicante, nessun marito, può avere il diritto di costringerla a farlo, soltanto perché è scattato un meccanismo biologico di riproduzione che non è maternità se e fino a quando come tale non è stata accettata. Per questo le donne dovrebbero sapere che oggi ci sono i mezzi per evitare il prevedibile e l’imprevedibile.

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    • Skybolt

      28 Maggio 2019 - 12:12

      Guardi, la sua è una posizione morale come le altre. Chi sono io per giudicare. Basta che lei abbia ben presenti le implicazioni. " Se una donna non vuole diventare madre, nessun papa o imam, nessun politicante, nessun marito, può avere il diritto di costringerla a farlo, soltanto perché è scattato un meccanismo biologico di riproduzione che non è maternità se e fino a quando come tale non è stata accettata", implicitamente ammette l'infanticidio. Quella di Ciccio, per una volta, è molto più naturalistica.

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      • Bacos50

        28 Maggio 2019 - 15:03

        Le implicazioni sono chiarissime a me e a tutti. In particolar modo lo sono alle donne che hanno l'esclusiva di vivere in simbiosi con il feto. Proprio per questo ho sempre pensato che a rivolgersi all'aborto siano le sprovvedute. Chi intraprende una relazione sessuale sa a cosa va incontro e dovrebbe almeno sapere in cuor suo se contempla una gravidanza, tutto il resto è conseguenza di quella consapevolezza. Oggi ci sono i mezzi per evitare il prevedibile e l’imprevedibile: è sufficiente una farmacia. Ciò che appare intollerabile è decidere di abortire a gravidanza inoltrata. Quando si leggono episodi di cronaca efferati, le cui vittime sono creature rifiutate soprattutto dalla propria madre, mi chiedo se non sia meglio esser abortiti piuttosto che nascere e finire torturati.

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        • Skybolt

          28 Maggio 2019 - 16:04

          Sul dare delle sprovvedute così, sarei cauto, ma non per una questione di politically correct, ma proprio perché non mi sembra c'entri molto con una decisione in un senso o nell'altro. Ci saranno sprovvedute e ci saranno furbissime e ci sarà anche l'errore, la distrazione, il turbine etc etc. . Non è che quando si fa l'amore ci si prepari come per un lancio spaziale, o anche solo un'immersione in acque profode. La questione che pone Ciccio è semplice: è lecito uccidere un essere umano, indipendentemente da dove si trovi e in che stato di crescita sia? Se la risposta è no, that's it, come diceva quel tale. Il seguito si gestisce al meglio di quel che si può, ma certo non con quella che l'Emerito chiama "indifferenza morale". Se invece è si in quanto chi lo ha generato non è pronto alla maternità, dov'è il limite? Alla fine ci si ritrova a correre dietro al "prima delle xx settimane non è questo e non c'è quello...", "la salute psichica" ... And here we are, al punto di partenza.

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        • Bacos50

          28 Maggio 2019 - 18:06

          Grazie della risposta. Le definisco sprovvedute e naturalmente non affranco i partner dalle loro responsabilità per una semplice costatazione. Se si vuol vivere una relazione senza sorprese, si usa un metodo contracettivo serio: non credo sia difficile. Se invece il rapporto è frutto di un evento imprevisto, non va perso del tempo e si assume la pillola del giorno dopo che non richiede prescrizione e agisce prima dell’ovulazione, impedendo la fecondazione e quindi non è un abortivo. Meglio la pillola del giorno dopo piuttosto che una gravidanza indesiderata il cui frutto potrebbe essere psicologicamente rifiutato dalla madre.

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