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Il Papa ha deciso: Theodore McCarrick non è più cardinale

L'arcivescovo emerito di Washington, coinvolto in diversi casi di abusi sessuali, ha presentato le dimissioni. Subito accolte da Francesco, che l'ha obbligato a una "vita di preghiera e penitenza"

28 Luglio 2018 alle 13:09

Il Papa ha deciso: Theodore McCarrick non è più cardinale

L'ormai ex cardinale Theodore McCarrick (LaPresse)

Roma. Theodore McCarrick, arcivescovo emerito di Washington, non è più cardinale. La notizia è stata resa nota poco dopo mezzogiorno dalla Sala stampa vaticana. La formula è quella più diplomatica possibile, che però non nasconde l'enormità del fatto: “Nella serata di ieri è pervenuta al Santo Padre la lettera con la quale il cardinale Theodore McCarrick ha presentato la rinuncia da membro del Collegio cardinalizio”. Il Papa non ci ha pensato troppo nell’accettare “le dimissioni da cardinale”, disponendo altresì “la sua sospensione dall’esercizio di qualsiasi ministero pubblico, insieme all’obbligo di rimanere in una casa che gli verrà indicata, per una vita di preghiera e di penitenza, fino a quando le accuse che gli vengono rivolte siano chiarite dal regolare processo canonico”.

 

E le accuse sono note: abusi sessuali su minori risalenti a cinquant’anni fa, quando McCarrick era un semplice prete a New York. Il primo a scoperchiare il vaso di Pandora era stato a giugno il cardinale Timothy Dolan, che attraverso un comunicato ufficiale aveva spiegato che in merito all’accusa rivolta al porporato, “il comitato di revisione ha ritenuto le affermazioni credibili e fondate”. Subito (ed è un record difficilmente eguagliabile) diversi esponenti dell’alta gerarchia ecclesiastica americana avevano stilato comunicati con cui plaudivano all’inchiesta e prendevano immediatamente le distanze da McCarrick. Nei giorni seguenti altri accusatori dell’arcivescovo emerito di Washington uscivano allo scoperto, compresi gli ex seminaristi che ricordavano le nottate passate nello stesso letto con il presule in una bella casa in riva al mare. Il cardinale Joseph Tobin, arcivescovo di Newark, ricordava che sulla testa di McCarrick pendevano “accuse secondo le quali era stato coinvolto in relazioni sessuali con adulti”.

 

Solo pochi giorni fa, era intervenuto sul tema anche il cardinale Sean O'Malley, arcivescovo di Boston nonché presidente della Pontificia commissione per la tutela dei minori. "Non bastano le scuse", aveva detto il cardinale cappuccino, perché la chiesa "rischia la catastrofe". Il riferimento non era solo allo scandalo di McCarrick bensì anche alla drammatica situazione in Cile, dove procede l'azzeramento della gerarchia episcopale decisa dal Papa nei mesi scorsi.

 

 

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Commenti all'articolo

  • Bacos50

    29 Luglio 2018 - 13:01

    Mi chiedo davvero come le persone possano continuare ad avere fiducia nella chiesa cattolica e in chi la rappresenta. Non passa giorno che la cronaca non riporti un episodio di pedofilia a carico di qualche sacerdote. Certo non sono soltanto i preti a commetterli ma il solo fatto che sia un religioso a macchiarsi di questa infamia moltiplica per cento la gravità dell’atto. Ricordo mia mamma che tanti anni fa in tempi non sospetti, inizio anni ‘60, non volle in nessun modo che io frequentassi ne’ la parrocchia ne’ un istituto gestito dalle monache: qualcosa di certo sapeva e io ho fatto altrettanto con le mie figlie.

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    • gcpasini

      30 Luglio 2018 - 11:11

      ....bene ha fatto, non le mandi nemmeno a scuola, poi è meglio non frequenti famiglie di loro amiche, anche palestre, piscine, scuole di ballo, di musica....

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      • Bacos50

        31 Luglio 2018 - 13:01

        A dire il vero le ho inviate a scuola, in palestra e in molti luoghi di aggregazione, spiegando loro fin da piccole di confidarsi su quanto accade con mamma e papà, perché il mondo non è quello delle favole. Oggi sono entrambe mamme, laureate in ingegneria e ricoprono ruoli dirigenziali. Che poi episodi infamanti avvengano nella gran parte dei casi in luoghi comuni a noi vicini si è sempre saputo. Tuttavia è inaccettabile che l’autore sia un religioso consacrato a “Dio” e chi dovrebbe vigilare preferisca insabbiare perché colluso. Quando si sente il desiderio di rivolgersi al Padreterno lo si può sempre fare in modo diretto senza inutili e interposte persone. 

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    • Carlo A. Rossi

      30 Luglio 2018 - 10:10

      Mi permetto umilmente di far osservare come, secondo le statistiche, la maggior parte degli abusi avviene spesso in famiglia, oppure in ambienti sportivi o scolastici. Da questo, allora, bisognerebbe non mandare i bambini a scuola? La Chiesa ha commesso un errore gravissimo (come ogni corporazione: raramente i docenti prendono posizione esplicita contro un collega accusato di abusi, cadono tutti dalle nuvole, quando non ne prendono le difese o minimizzano): sperare di nascondere il tutto. Per il resto, caro Bacos05, l'accanimento non ha nulla a che vedere con altro che non un diffuso anticlericalismo. Sua madre e Lei, non tentate di giustificare il fatto che non vi piaccia la Chiesa cattolica (posizione legittima) con posizioni etiche, perché, con rispetto, non siete credibili. Se si ragionasse così su tutto, non si andrebbe neppure a depositare soldi in banca, suvvia.

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