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Papa Francesco accanto alla Direzione antimafia: "Indispensabile per sconfiggere la mafia"

Questa mattina il Pontefice ha incontrato dei rappresentanti della Dna in Vaticano. La mafia sfrutta "carenze economiche e politiche", dice. Poi sottolinea l'importanza di accogliere i migranti

23 Gennaio 2017 alle 13:17

Papa Francesco

Udienza al tribunale della rota romana nell'inaugurazione dell'anno giudiziario (foto LaPresse)

“Sfruttando carenze economiche, sociali e politiche, mafia, camorra e ‘ndrangheta trovano un terreno fertile per realizzare i loro deplorevoli progetti”, ma bisogna “continuare a lottare contro la corruzione, la violenza, la mafia e il terrorismo”: questa mattina papa Francesco ha ricevuto nell'aula Clementina del Vaticano alcuni rappresentanti della Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo (Dna). Nel suo discorso il Pontefice ha rivolto un appello “a uomini e donne delle diverse mafie affinché si fermino, smettano di fare il male, si convertano e cambino vita. Il denaro degli affari sporchi e dei delitti mafiosi è denaro insanguinato e produce un potere iniquo. Tutti sappiamo che il diavolo 'entra dalle tasche': è lì la prima corruzione”.


Tenendo ben presenti “i pericoli per voi e per le vostre famiglie” di un lavoro “che comporta anche il rischio della vita”, Bergoglio esprime “apprezzamento e incoraggiamento” per gli uomini della Dna, la cui attività è “indispensabile per il riscatto e la liberazione dal potere delle associazioni criminali”. Papa Francesco sottolinea l'importanza della collaborazione internazionale, anche nell'ottica della prevenzione del terrorismo: “Tale lavoro, realizzato in sinergia e con mezzi efficaci, costituisce un argine efficace e un presidio di sicurezza per la collettività”.


Ecco il volto del Dio dei mafiosi in una lettura teologica di Cosa nostra

Il 9 maggio 1993 che Giovanni Paolo II scagliò nella Valle dei templi il suo anatema: “Dio ha detto una volta: ‘Non uccidere!’. Nessun uomo, nessuna associazione umana, nessuna mafia può cambiare e calpestare questo diritto santissimo di Dio”. Ci fu chi si accorse che “da allora in Cosa nostra si cominciò a vociferare che la chiesa cominciava a essere diversa”.


Il destino dei migranti sta molto a cuore al Pontefice: “Vi esorto a dedicare ogni sforzo specialmente nel contrasto della tratta di persone e del contrabbando dei migranti: questi sono reati gravissimi che colpiscono i più deboli fra i deboli – dice – Al riguardo è necessario incrementare le attività di tutela delle vittime, prevedendo assistenza legale e sociale di questi nostri fratelli e sorelle in cerca di pace e di futuro. Quanti fuggono dai propri paesi a causa della guerra, delle violenze, delle persecuzioni hanno diritto di trovare adeguata accoglienza e idonea protezione nei paesi che si definiscono civili”.


Accanto alla “preziosa opera di repressione” della Dna, Bergoglio invoca “interventi educativi di ampio respiro, rivolti in particolare alle nuove generazioni. A tale scopo, le diverse agenzie educative, tra cui famiglie, scuole, comunità cristiane, realtà sportive e culturali, sono chiamate a favorire una coscienza di moralità e di legalità orientata a modelli di vita onesti, pacifici e solidali che a poco a poco vincano il male e spianino la strada al bene. Si tratta di partire dalle coscienze, per risanare i propositi, le scelte, gli atteggiamenti dei singoli, così che il tessuto sociale si apra alla speranza di un mondo migliore”.

Redazione

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