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Papa: "Non fatevi leggere le carte dai veggenti, dicono stupidaggini"

"Anche la forma fisica è un idolo. Ho sentito una donna dire di voler abortire per preservare la sua bellezza". La catechesi del mercoledì di Francesco sugli "idoli che portano nella direzione sbagliata"

11 Gennaio 2017 alle 13:36

Papa: "Non fatevi leggere le carte dai veggenti, dicono stupidaggini"

Papa Francesco (LaPresse)

Roma. "A noi piacciono gli idoli, ci piacciono tanto! Una volta, a Buenos Aires, dovevo andare da una chiesa ad un’altra, mille metri, più o meno. E l’ho fatto, camminando. E c’è un parco in mezzo, e nel parco c’erano piccoli tavolini, ma tanti, tanti, dove erano seduti i veggenti. Era pieno di gente, che faceva anche la coda. Tu, gli davi la mano e lui incominciava, ma, il discorso era sempre lo stesso: c’è una donna nella tua vita, c’è un’ombra che viene, ma tutto andrà bene … E poi, pagavi. E questo ti dà sicurezza? E’ la sicurezza di una – permettetemi la parola – di una stupidaggine". A dirlo è stato, durante la catechesi letta in occasione della consueta udienza generale del mercoledì, Papa Francesco, che ha aggiunto: "Andare dal veggente o dalla veggente che leggono le carte: questo è un idolo! Questo è l’idolo, e quando noi vi siamo tanto attaccati: compriamo false speranze. Mentre di quella che è la speranza della gratuità, che ci ha portato Gesù Cristo, gratuitamente dando la vita per noi, di quella a volte non ci fidiamo tanto".

 

Ma non è l'unico esempio citato dal Pontefice, che ha condannato "le ideologie con la loro pretesa di assoluto, le ricchezze, il potere e il successo, la vanità, con la loro illusione di eternità e di onnipotenza, valori come la bellezza fisica e la salute, quando diventano idoli a cui sacrificare ogni cosa, sono tutte realtà che confondono la mente e il cuore, e invece di favorire la vita conducono alla morte". E’ brutto – ha osservato Francesco – sentire e fa dolore all’anima quello che una volta, anni fa, ho sentito, nella diocesi di Buenos Aires: una donna brava, molto bella, si vantava della bellezza, commentava, come se fosse naturale: 'Eh sì, ho dovuto abortire perché la mia figura è molto importante'. Questi sono gli idoli, e ti portano sulla strada sbagliata e non ti danno felicità".

 

"E anche noi, uomini di Chiesa – ha chiosato il Papa – corriamo questo rischio quando ci mondanizziamo. Bisogna rimanere nel mondo ma difendersi dalle illusioni del mondo".

Matteo Matzuzzi

Matteo Matzuzzi

E' nato a Udine nel 1986. Si è laureato per convinzione in diplomazia e per combinazione si è trovato a fare il giornalista. Ha sperimentato la follia di fare l'arbitro di calcio, prendendosi pioggia e insulti a ogni weekend. Milanista critico e ormai poco sentimentale, ama leggere Roth (Joseph, non Philip) e McCarthy (Cormac). Ha la comune passione per le serie tv americane che valuta con riconosciuto spirito polemico. Al Foglio si occupa di libri, chiesa, religioni.

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