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Quella strana idea per cui i capi mafia vengono catturati per caso

Marco Lillo, presentando il suo ultimo libro sulla Trattativa, critica Mori e le sue ammissioni sui contatti con Vito Ciancimino finalizzati alla cattura di Totò Riina

15 Dicembre 2018 alle 06:00

Quella strana idea per cui i capi mafia vengono catturati per caso

Giovedì a Tg3 Notte finale agitato, con qualche passaggio istruttivo. Era presente Marco Lillo del Fatto Quotidiano per presentare il suo ultimo libro, scritto insieme a Marco Travaglio, sulla sentenza di primo grado del processo sulla famosa trattativa stato-mafia. La sentenza consta di migliaia di pagine, già questo dovrebbe indurre in sospetto, e dunque necessita di sintesi, semplificazioni e adeguate chiavi di lettura. In un fazzoletto di tempo concesso nella coda di un tg bisogna disseccare ancora più la sintesi, ridurla a poche parole. Questo ha fatto Lillo che ha ricordato due punti dello sterminato processo: la revoca del carcere duro ad oltre trecento mafiosi nel novembre 1993 e l’ammissione del generale Mori di aver intavolato una trattativa con Vito Ciancimino. La centralità di quella revoca si basa su una premessa falsa. Di quei trecento solo una trentina erano di Cosa nostra e c’erano motivi per non applicare loro il carcere duro, confermato a tutti i boss. Quanto alla trattativa di Mori era finalizzata alla cattura di Riina e non alla resa dello Stato. Mori doveva avvertire prima i magistrati, questa l’argomentazione di Lillo che ha aggiunto: “Borsellino non avrebbe mai fatto una cosa del genere”. A quel punto i professori Orsina e Sapelli, altri ospiti in studio, hanno vigorosamente dissentito. L’argomentazione era suggestiva ma fuorviante. Un magistrato verbalizza testimoni. Reclutare informatori è compito da sbirri. Non si può credere che una persona intelligente come Lillo pensi che i capi mafia vengano catturati perché incappano casualmente in un posto di blocco.

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Commenti all'articolo

  • eleonid

    16 Dicembre 2018 - 05:05

    Come non si può credere che ad un certo punto sempre per caso, dopo anni ed anni di latitanza lo Stato riesce a catturare d'emblee' pericolosi capimafia che scorrazzano per l'Italia indisturbati.

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  • lucafum

    15 Dicembre 2018 - 18:06

    Stimatissimo Dott.Bordin, come Suo uso l'analisi è magistrale. Se la Travaglio & associati non sono, ed invece ci fanno, è una ultriore aggravante a loro carico. Essi sono dunque l'agente eziologico, che ha indotto anni fa la grave crisi autoimmunitaria nel corpo di questa povera e vecchia mignotta Italia (cosa non è alrimenti l'aggressione alla politica ed agli organi dell Stato), aggravandone la suscettibilità ad altri agenti infettivi, usualmente meno aggressivi ma -in queste condizioni- potenzialmente letali, come per esempio la Casaleggio associati, la Superficiali & Aggressivi, la Manettari & Biliosi.

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  • agostinomanzi

    15 Dicembre 2018 - 07:07

    Ma Travaglio quanti libri scrive? Quanto inquina? Siamo sicuri che risponde ai criteri di sobrietà e pauperismo evangelizzati dsi suoi amati pentagrillini?

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