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Caro Vincino, sarà straziante non vederti più

Un vignettista geniale e sconsolato. Gli inizi a Lotta Continua e l'amicizia con i radicali. Odiava preti, militari e magistrati 

21 Agosto 2018 alle 19:10

Addio a Vincino, sarà straziante non vederlo più

Vincino a lavoro nella redazione del Foglio

Negli ultimi anni lo incontravo almeno una volta a settimana quando veniva a Radio Radicale per fare il suo programma con il direttore Alessio Falconio. Mi diceva sempre qualcosa di paradossale e intelligente. Qualche volta, lo incontravo vicino alla radio grosso modo a ora di pranzo, quando scendevo per rifornirmi di sigari e pizza a taglio. Stava seduto a un tavolo esterno di un antico ristorante di fronte al teatro dell’Opera frequentato a pranzo, per ironia della sorte, da funzionari del vicino ministero degli Interni. Stavano seduti fuori con qualsiasi tempo, per poter fumare, lui, Vauro e Giorgio Accascina. Progettavano nuovi giornali satirici, lui e Vauro come creativi, Accascina come manager editoriale che poteva vantare l’innegabile successo della rivista Metropoli, costata purtroppo qualche anno di carcere speciale a molti redattori.

  

Una vena surreale attraversava qualsiasi cosa facesse, del resto era palermitano. Sognava un giornale come “Le Canard Enchainé” ma poi aggiungeva sconsolato “Quelli sono figli della borghesia francese, hanno una rete di relazioni che noi ci sogniamo. Le porcherie le scoprono prima ancora che i potenti le facciano.” Lui comunque, figlio della borghesia palermitana, faceva il possibile per raccontare la politica attraverso una satira spiazzante e feroce ma non truce. Dopo Lotta Continua in cui militò fu amico dei radicali. Come Podrecca e Scalarini non amava preti, militari e magistrati. Disegnò per grandi giornali ma trovò casa al Foglio e a Radio Radicale. Pensare di non rivedere più Vincino è straziante.

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Commenti all'articolo

  • fabriziocelliforli

    21 Agosto 2018 - 20:08

    Voglio essere pedante, fastidioso e paradossale. I comunisti mangiapreti appartenevano ad una Chiesa più o meno inconsapevolmente. La comunione dei santi, perlopiù è afferrata dalle nonnine più anziane (e nemmeno tutte) che paiono bigotte ma in realtà sono sagge. Per un ateo è facile non cercare. Bene. Mi creda sulla parola, adorato Bordin: quando meno se lo aspetterà, ed Ella avrà TUTTI i diritti per dare una spiegazione diversa dalla mia, sentirà la vicinanza di Vincino. Perché per me credente è assiomatico che il padreterno si occupi ed abbia principalmente a cuore tutti coloro che paiono misconoscerlo. DirLe : "abbia fede" parrebbe blasfemo al contrario; dirLe: "abbia fiducia" è la stessa cosa ma mi fa stare meglio con la coscienza, da credente a non credente. Solidarietà empatica, affetto, stima.

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