La mossa del cavallo

Roberto Maroni

Il presidente Mattarella ci dice che l'autonomia differenziata è proprio da fare. Ma ci vuole coraggio

La mossa del cavallo” è il titolo dell'ultimo libro di Matteo Renzi. Un titolo intrigante per la politica italiana, spesso incapace di mosse audaci e coraggiose. Nel libro ho trovato spunti interessanti. Ne cito uno, che a noi federalisti mai pentiti piace molto: tra i cantieri da cui è urgente ripartire c’è “un’Europa dei popoli e non dei burocrati”. Mi sembra di risentire Gianfranco Miglio, che voleva “un’Europa dei popoli e non delle nazioni”. E c’entra anche Gaetano Salvemini: “Il federalismo deve essere inteso come palestra politica dove educare al principio di responsabilità sia la classe dirigente che la società civile meridionali”. E riappare persino Antonio Gramsci, che in una lettera all’Unità auspicava una repubblica federale degli operai e dei contadini. Ma sul tema dell’autonomia, in questi giorni, la vera mossa del cavallo l’ha fatta il presidente Sergio Mattarella. “Il principio di autonomia, delle regioni e degli enti locali, è alle fondamenta della costruzione democratica”, ha dichiarato. E poi: “L’Europa stessa è chiamata a valorizzare la dimensione regionale, come vettore di integrazione”. E ancora: “La Repubblica nasce nel rifiuto del carattere autoritario e centralista dello stato, contro la tradizione dei liberi Comuni e delle identità dei territori, ricchezza della civiltà dell’Italia”. Ecco, l’autonomia differenziata è proprio da fare. Ma ci vuole coraggio: caro Francesco Boccia, ministro dell’Autonomia, la mossa del cavallo ora tocca a te. Stay tuned.

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