Se lo sciopero della bianchezza nel Venerdì Santo discrimina i neri

Lo ha indetto un pastore metodista dell'Illinois. Risultato? La musica black viene considerata al pari di una penitenza
15 APR 22
Ultimo aggiornamento: 13:21
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(foto Unsplash)

Il pastore di una chiesa metodista in Illinois ha indetto uno sciopero della bianchezza. O del biancore. In entrambi i casi in italiano suona male ma l’originale quello è: fasting from whiteness. E se temevo che il pastore, essendo bianco, per il Venerdì Santo si tingesse il viso di scuro o si sottoponesse a un trattamento inverso a quello di Michael Jackson, mi ha invece sorpreso annunciando che non ascolterà né trasmetterà in parrocchia musica di artisti bianchi ma solo di afroamericani e nativi.
Da tempo invale l’interpretazione secondo cui, nel cristianesimo, il digiuno non vada inteso solo come astensione dal cibo ma più generale privazione di un piacere: si può digiunare rinunciando a una serie tv, ai social, al sesso, al calcio, al divano preferito. E quindi chissà cosa penseranno afroamericani e nativi dell’Illinois quando scopriranno che un pastore metodista bianco ha pensato bene di dare per scontato che la loro musica sia meno gradevole di quella bianca, e che possa essere utilizzata come penitenza.