"Ammazza il nero" e altri "esperimenti sociali" che vanno forte in Italia

Antonio Gurrado

A Foligno un bambino di colore è stato messo all'angolo dal suo maestro perché nero. Ma anche fuori dalle aule scolastiche si moltiplicano i casi di discriminazione

Tema: il mio maestro. Svolgimento: ieri il mio maestro mi ha mostrato ai compagni di classe chiedendo se anche loro non mi trovassero brutto perché sono nero. Poi ha fatto un segno col dito sul vetro della finestra e mi ha obbligato a guardare sempre fuori, di spalle a tutti fino alla campanella, perché ero troppo brutto per essere guardato in viso. Mia sorella sarà brutta come me, anche se è più grande, visto che è stata mandata alla finestra pure lei: facciamo classi diverse ma abbiamo lo stesso maestro. Il mio maestro dice che si tratta di un esperimento sociale, per mostrare a tutti cosa significa venire discriminati, e adesso il mio maestro sta discutendo con il direttore, il provveditore e il ministro che gli hanno domandato: ma, per mostrare gli effetti della discriminazione, non era meglio scegliere qualche altro bambino che non viene discriminato mai? Comunque fuori dalla finestra si vedono tante cose. Si vedono i muri con la scritta "Ammazza al negar", si vedono i tifosi che lanciano banane ai giocatori, i passanti che sparano ai nigeriani, le vecchiette che prendono a ombrellate gli immigrati sull'autobus, i talk show in cui la gente dice che siamo tutti terroristi, le navi tenute al largo giorni e giorni, le svastiche disegnate sulle tombe degli ebrei e i politici che, se qualcuno fa notare queste cose, gli rispondono che è un buonista radical chic. Sarà che a noi bambini sembra tutto più bello, ma mi pare che l'esperimento sociale stia riuscendo benissimo.

 

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