cerca

La maestra elementare a Temptation Island e i nostri problemi con il sesso

Ipocrisia e moralismo dietro le proteste contro l'insegnante di Arzignano (Vicenza) che partecipa al reality 

20 Settembre 2018 alle 16:47

La maestra elementare a Temptation Island e i nostri problemi con il sesso

Emma Dalla Benetta (foto Instagram)

La maestrina di Vicenza (di Arzignano in verità) che partecipa a Temptation Island c'insegna varie cose sul nostro essere italiani. Anzitutto abbiamo un problema col sesso. Riteniamo moralmente accettabile che un reality scollacciato vada in onda su una rete ammiraglia in prima serata, quando non è improbabile che dei bambini s'imbattano in queste bellone in bikini, ma non tolleriamo che una di loro appaia completamente vestita dinanzi ai nostri figli per insegnar loro a leggere, scrivere e far di conto. Peggio, censuriamo i nostri desideri al punto da non accettare che a scuola lavori una donna che partecipa a uno spettacolo ammiccante ma poi sbaviamo di fronte al medesimo miserevole spettacolo rendendolo programma di punta nel palinsesto. Dopo di che, viviamo nell'illusione che la scuola si preservi come oasi di purezza e, ogni volta che un evento contraddice questo miraggio, ci fasciamo la testa perché scandalizzarsi è il miglior modo di non scendere a patti con la realtà e i suoi allarmi.

 

Il moralismo è l'ultimo rifugio dei controfattuali. Se alla maestrina di Vicenza (di Arzignano in verità) piace venire ripresa mentre flirta sulla spiaggia, abbiamo gioco facile nel rovesciarle addosso la responsabilità della rovina della scuola assolvendoci dal fatto che, se quel reality esiste, è perché per anni la società non ha saputo insegnare ai ragazzi miglior strada per il successo che venire ripresi mentre flirtano sulla spiaggia. Infine, siamo ipocriti. Non solo non concepiamo che questo reality possa essere un gioco, un divertimento che lascia il tempo che trova, né che la leggerezza non implichi necessariamente mancanza di affidabilità. Anzi. Ci riempiamo la bocca dell'importanza dell'istruzione e della sua sacralità ma, quando una maestra fa notare che ha bisogno di arrotondare perché guadagna come in un buon part-time, pur di non guardarle la busta paga siamo capaci di non avere occhi che per il suo bikini, poiché siamo persone per bene.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Commenti all'articolo

  • joepelikan

    21 Settembre 2018 - 10:10

    Sono d'accordo. Il moralismo è spesso un sintomo di un'immoralità accettata e diffusa.

    Report

    Rispondi

  • Giovanni Attinà

    21 Settembre 2018 - 10:10

    IN un'Itali seria le trasmissioni tipo 2Temtation Island" e dintorni tra presunti vip, vale anche per il cosiddetto "grande fratello", sponsorizzato anche da giornali seri, che si affannano a comunicare i vari eliminati, come se si trattasse di eventi di grande importanza, non avrebbero diritto di cittadinanza. Scandaloso poi che a trasmettere simili trasmissioni sia una rete ammiraglia di una tv privata. E non si tratta di becero moralismo, ma di serietà. Poi liberissima la maestrina a girare anche nuda per strada, idem le attricette o presunte tali.

    Report

    Rispondi

  • riflessivo

    20 Settembre 2018 - 20:08

    Una ipocrisia assurda ed intollerabile, distruttiva della vita sociale e intellettuale. Un ragionamento di basso moralismo che affonda le sue radici nei pregiudizi più beceri!

    Report

    Rispondi

Servizi