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Cosa resta il giorno dopo la festa prevedibile sulle unioni civili

Ieri era il giorno della festa prevedibile, oggi è il giorno delle interviste impossibili. Mara Carfagna dichiara che le unioni civili hanno colmato un vuoto giuridico irrispettoso della dignità umana.

12 Maggio 2016 alle 18:13

Cosa resta il giorno dopo la festa prevedibile sulle unioni civili

Monica Cirinnà durante i festeggiamenti per l'approvazione del ddl sulle unioni civili alla Fontana di Trevi (foto LaPresse)

Ieri era il giorno della festa prevedibile, oggi è il giorno delle interviste impossibili. Mara Carfagna dichiara che le unioni civili hanno colmato un vuoto giuridico irrispettoso della dignità umana. Michela Marzano lascia il Pd perché la nuova legge amplia sì i confini del diritto di amare, ma non abbastanza da includere tutti i diritti di tutti gli amori. Emma Bonino minaccia di procedere col conseguimento di altri diritti apocalittici, dalla cannabis all'eutanasia. Barbara d'Urso esulta perché finalmente l'Italia cessa di essere fanalino di coda d'Europa in materia di diritti umani.

 

Ivan Scalfarotto smaschera “un'aberrante par condicio” per la quale, spiega a titolo di esempio, si affianca sempre un nazista a un ebreo o un membro del Ku Klux Klan a un nero; il corollario di Scalfarotto è che “non si mette sullo stesso piano chi chiede più diritti e chi li vuole negare”. Se dunque non sono d'accordo con Scalfarotto, con la Bonino o con Barbara d'Urso, altro non posso che attaccarmi al tram: sotto il proclama di voler affermare i diritti di tutti si cela la brama di limitare i miei, di sbattermi in faccia che alcuni diritti sono più dritti degli altri.

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