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Che cosa ancora non va nel testo sulle unioni civili (e perché c’è chi lo userà per votare no al referendum)

Le unioni civili arrivano all’ultimo miglio. Lunedì il testo è approdato in aula alla Camera, oggi o mercoledì sarà posta la questione di fiducia. Aperture a utero in affitto e adozioni gay. Le proteste dei promotori del Family day.

10 Maggio 2016 alle 14:51

Che cosa ancora non va nel testo sulle unioni civili (e perché c’è chi lo userà per votare no al referendum)

Monica Cirinnà e Maria Elena Boschi in Senato per discutere delle Unioni Civili (foto LaPresse)

Le unioni civili arrivano all’ultimo miglio. Lunedì il testo è approdato in aula alla Camera, oggi o mercoledì sarà posta la questione di fiducia che porterà al voto finale sul ddl giovedì 12 maggio. I due tasselli che mancavano per chiudere questo capitolo sono stati completati mercoledì scorso con il via libera definitivo della Commissione Giustizia di Montecitorio ad un testo che è identico a quello uscito dal Senato (anche alla Camera il Pd ha chiuso la porta ad ogni richiesta di dibattimento sugli emendamenti) e con il voto in aula sulle mozioni relative alla maternità surrogata.

 

La discussione delle mozioni sull’utero in affitto era la precondizione posta da Area Popolare e da tutti i cattolici della maggioranza per agevolare un voto “non problematico” sul ddl Cirinnà. Maurizio Lupi e Angelino Alfano hanno ottenuto una microscopica foglia di fico che difficilmente soddisferà un elettorato di riferimento sempre più in fuga dai cosiddetti moderati. Lo schieramento governativo ha infatti approvato le mozioni presentate Pd, M5S, AP e parte di quelle di Forza Italia e Sinistra Italiana, bocciate tutte le altre di Idea, Lega, Fratelli d'Italia, Conservatori e riformisti e Scelta civica.
I testi approvati sono molto blandi e ribadiscono, senza sfociare in impegni concreti, la linea europea sul tema. In pratica ci si limita a esortare il governo “ad avviare un confronto sulla base della risoluzione del Parlamento Ue e a promuovere, a livello nazionale e internazionale, iniziative che conducano al riconoscimento del diritto del bambino all'identità personale e alla loro tutela, indipendentemente dalla modalità in cui sono venuti al mondo”.

 

La mozione del Pd chiede in sostanza che a prescindere dalle tecniche con cui si è generato un essere umano questo possa essere iscritto alla anagrafe. Nessun cenno al diritto alla tracciabilità biologica, nessuna condanna dell’atto che porta alla programmazione di un essere umano orfano di padre o di madre; nessun divieto di poter consegnare un neonato nelle braccia di due sconosciuti appena qualche minuto dopo il parto. L’importate per i deputati dem è “non giustificare l'acquisto del corpo delle donne”. Insomma si è adottata una visione vetero-femminista che porta a considerare l’atto gratuito come una sorta di donazione di organi, senza porsi alcun interrogativo sulla salute psicofisica del neonato.

 

In realtà non c’è infatti alcuna volontà politica di contrastate la pratica dell’utero in affitto, perché i parlamentari di Ap sanno benissimo che il divieto assoluto al ricorso alla maternità surrogata (che non viene pronunciato nemmeno nelle mozioni approvate) per essere efficace, andava inserito direttamente dentro il ddl sulle unioni civili. Invece, grazie al comma 20, quello che permette ai giudici di dare l’adozione del figlio del partner in base al principio della continuità affettiva, di fatto viene legittimata la commercializzazione della maternità e l'adozione gay. Un delega in bianco che la magistratura ha già fatto sua ancora prima del varo definitivo della legge. Fatto sta che si è arrivati al passaggio finale di questa legge attraverso un iter-parlamentare che ha violato di tutte le prerogative della rappresentanza. Di fatto è la prima legge che investe temi etici portata avanti con simili forzature.

 

E di “democrazia offesa” torna a parlare Massimo Gandolfini, Presidente del Comitato promotore dei Family Day, recentemente incoraggiato da un udienza privata con Papa Francesco. Il leader delle piazze pro-family ha consegnato al Presidente della Repubblica un documento di alto “profilo giuridico” dove vengono evidenziati tutti i profili di incostituzionalità di questa legge. Gandolfini annuncia inoltre la costituzione dei Comitati ‘Famiglie per il No al referendum’, agitando i fantasmi della rivoluzione antropologica programmata dal Pd: “Già si parla di modificare la legge sulle adozioni, poi c’è il tema dell’eutanasia, delle droghe leggere, del ‘divorzio express’ – ha spiegato il neurochirurgo bresciano – se è successo quello che è successo con le unioni civili, in cui c’erano dei passaggi obbligati, che istituzionalmente potevano portare a delle modifiche, cosa accadrà domani, quando ci sarà un’unica Camera con una maggioranza assoluta da parte del partito del premier?”.

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