C'è un problema di produttività (percepita) in Italia. E c'entra la burocrazia

Redazione
Una grande parte di lavoratori europei ritiene che il tempo che trascorre in ufficio potrebbe essere impiegato meglio e più fruttuosamente. In un'infografica spiega perché.

C'è un problema di produttività in Europa: se non reale, quanto meno percepita. Per una grande parte di lavoratori europei infatti il tempo che trascorre in ufficio potrebbe essere impiegato meglio e più fruttuosamente. Una percezione che aumenta soprattutto nelle regioni meridionali del continente. E l'Italia è il paese al mondo dove la percentuale di lavoratori che non si sentono abbastanza produttivi è maggiore: 52 per cento, più di Grecia, 38 per cento, e della Spagna, dove chi pensa che al lavoro si possa fare di più raggiunge il 42 per cento.

 

Produttività percepita vs. reale
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Sono questi i tre stati dove l'improduttività percepita è più alta nei quattordici paesi più industrializzati al mondo, secondo lo studio – Global Attitudes to Work – realizzato da Qualtrics, una società di analisi dei dati, con un sondaggio su oltre seimila dipendenti.

 

La percezione di un basso tasso di produttività è più alta nei paesi dove il sistema burocratico è più imponente e complicato. Un'alta percentuale di insoddisfazione infatti "significa che le persone non si sentono sufficientemente parte del settore al quale appartiene", dice il direttore di Qualtrics, Ian McVey, al Financial Times, aggiungendo che "questo è causato dal fatto che ciò che il prodotto del nostro lavoro non è qualcosa di tangibile, e molto spesso c'è solo un sacco di lavoro di carta". Non è solo una questione burocratica però: in Italia, Grecia e Spagna "con la crisi economica è stato colpito parte del settore manifatturiero e con questo anche quello dei servizi. E' anche per questo che si è portati a credere che parte del tempo lavorativo sia sprecato".

 

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