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Miranda, quella che gli ex proprio no, ma poi se lo sposa

E’ colei che degli uomini disse: “Se non sono sposati sono gay, o rovinati dal divorzio o del pianeta degli infrequentabili”. E’ colei che dimostrò che l’amicizia tra due ex è o un’ipocrisia (uno dei due vuole tornare insieme e si adatta solo per non perdere definitivamente l’altro) o un’illusione (per un periodo entrambi pensano di essere davvero amici ma poi, chissà perché, si finisce di nuovo a letto) o un’occasione per preparare la seconda chance.

30 MAG 2008

Il ministro ombra per i beni culturali Vincenzo Cerami

Come il suo omologo ufficiale, il Ministro dei Beni Culturali Sandro Bondi, Vincenzo Cerami, ministro ombra della Cultura, scrive poesie. A differenza del suo omologo ufficiale, però, Cerami ha avuto come professore Pier Paolo Pasolini (cosa di cui va quasi più fiero che dell’amicizia con Roberto Benigni, con cui ha sceneggiato “La Vita è Bella”, bevendo molto caffé e molto aspettando che Roberto lasciasse fluire la creatività).

29 MAG 2008

Approvato il decreto che ridisegna la scuola

Chi è il ministro che ha voluto il ritorno del 5

"Qui si fa la storia o non si fa/ si deciderà tutto qui/ chi può aspettare aspetterà/ non scappiamo fuori di qui”. Avesse potuto inventare di sana pianta la formula del giuramento da ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca del governo Berlusconi IV, Mariastella Gelmini non avrebbe inventato nulla ma avrebbe potuto prendere in prestito una strofa da “Qui si fa la storia” di Vasco Rossi.

29 MAG 2008

Dopo l'inchiesta per le tangenti oggi si riunisce la Giunta

Marta Vincenzi, la società civile sono io

Dove sono i liguri, dove sono i piemontesi? Il governatore della Liguria, Claudio Burlando, e il sindaco di Torino, Sergio Chiamparino, entrambi diessini, hanno perso il buonumore mercoledì scorso. La lista prodiana dei 45 saggi promotori del Partito democratico, diciamo, non ha casa al nord. Non si vede un eletto del nord-ovest e del nord-est neppure a pagarlo oro, dice Chiamparino. 

27 MAG 2008

Le proteste anti schiamazzi di Fassino e il mojito di Che Guevara

C’è voluto il “Che” (e quattro lunghe ore di film proiettato a Cannes sul “Che”, appunto) per dirla tutta: le foglie di menta nel mojito non vanno triturate, mai. Regola che è stata ribadita sullo schermo (come ci assicura una zelante spia alcolica sulla Croisette) e noi ci fidiamo, essendo il mojito del “Che” sicuramente migliore di quelli che beviamo noi – e d’altronde anche i poliziotti di “Miami Vice” andavano a bere il mojito direttamente alla Bodeguita. Ci rendiamo conto che il bell’attore Benicio del Toro (interprete del “Che” e vincitore della Palma d’oro) è un testimonial più efficace di un’aperitivista mojitista romana, però da oggi ci sentiamo autorizzati a dire ai baristi del romanissimo bar a piazza delle Coppelle (resa famosa dalle proteste anti-schiamazzi di Piero Fassino) che le foglie di menta nei mojitos colà serviti – così ridotte a pezzettini – si allontanano pericolosamente dallo standard guevariano.

27 MAG 2008

Sarkozy vieta l'happy hour. E se Zapatero gli desse manforte?

In teoria non dovrebbero esserci problemi, per gli aperitivisti italiani. Il presidente francese Nicolas Sarkozy, per combattere l’alcolismo, vuole vietare l’happy hour, leggiamo sui giornali. Orrore. L’aperitivo proibito per legge o rincarato nei prezzi è una notizia terribile. Epperò non sembra riguardarci, l’ingiusto divieto. A meno che. A meno che non si crei una congiuntura internazionale alcolicamente (a noi) sfavorevole. Speriamo insomma che il premier spagnolo José Luis Rodriguez Zapatero, ultimamente un po’ polemico nei confronti dell’Italia, non si accorga della mossa sarkozista.

20 MAG 2008

Pride o non pride, Mara Carfagna raccontata da Marianna Rizzini

Ecco chi è il ministro per le Pari opportunità

E’ giovane della giovinezza severa che solo anni di danza classica possono regalare. Una da piccola non lo sa, ma la danza classica è per sempre. Sempre ricorderai quelle ore passate a sudare su un demi-plié, sempre in testa avrai l’insegnante che dice “fai finta di essere appesa a un filo legato al soffitto”. Sempre guarderai con desiderio e orrore il pasticcino di troppo. E Mara infatti non dimentica, neppure ora che, laureata e deputata, qualche pasticcino può ben concederselo, e tanto poi magari gli eventuali impercettibili effetti si potranno nascondere con una gonna svasata, elegante, sì, ma impensabile ai tempi in cui la deputata era adolescente e ballerina.

20 MAG 2008

Il ritratto firmato Marianna Rizzini del 20 ottobre 2007

La piccola Evita di An

Un giorno vai all’aeroporto. Incontri Veltroni, lo saluti, ti saluta. Poi, proprio mentre se ne va, lui tira fuori quell’aria paterna e ti dice: hai visto che già ti vogliono bruciare? Ma tu dai retta a me: sono tutte cazzate. Un giorno, non molti giorni fa – narra un testimone – questo è accaduto all’onorevole Giorgia Meloni, vicepresidente trentenne della Camera dei deputati, leader di Azione giovani e, dicono gli esegeti del pensiero finiano (nel senso di Gianfranco Fini), possibile futuro leader di Alleanza nazionale.

17 MAG 2008

Parigi val bene un aperitivo, ma non al Deux Magots. Consigli a Fini e Schifani

Sarà pur vero che Simone de Beauvoir ha ucciso Madame Bovary (lo scrive Bernard-Henry-Lévy e lo riporta il Corriere della Sera), ma sorge il dubbio che la scrittrice, come par di capire dalle ultime interpretazioni biografico-letterarie, abbia avuto, sotto sotto, anche una voglia matta di uccidere Jean Paul Sartre, specie dopo tutti quegli anni di crudelissima coppia aperta e tutti quegli aperitivi in sua esclusiva compagnia al caffè letterario Deux Magots, a Saint Germain des Prés, a Parigi. Un luogo dove ci si può fermare per la colazione con sommo piacere, ma per l’aperitivo, per favore, no.

15 MAG 2008

Aperitivisti (rutelliani e no) uniti: "Adesso emigro"

“Adesso emigro”. Questa da oggi sarà la frase da aperitivo (rutelliano e no). La vittoria di Alemanno non c’entra, e d’altronde l’animo aperitivista, che alberga in ogni polo e in ogni partito, al secondo bicchiere dimentica gli steccati (sempre che non venga toccato il diritto d’aperitivo, come si è visto per le ordinanze prefettizie veltroniane anti alcool, durante le partite – che c’entri qualcosa con l’esito del voto?). No. La questione è più seria. Siccome sono due settimane che tutti parlano di Roma, la gente che cosa fa? Si butta a Roma. E la gente che si butta a Roma prende aperitivi a gò-gò.

29 APR 2008
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