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CDB assiste vigile in tribuna

Abbiamo una banca

Unite i puntini e mettete insieme il segretario del Partito democratico (Walter Veltroni), il numero uno della Monte dei Paschi di Siena (Giuseppe Mussari), l’ex amministratore delegato di Capitalia (Matteo Arpe, oggi a capo della holding Sator) e scoprirete perché nella nuova stagione del Pd c’è un capitolo poco conosciuto che comincia a prendere forma e che oggi si potrebbe riassumere così: Veltroni, il loft, Siena, Roma, il basket, le banche. Tutto comincia pochi giorni fa, il 23 maggio.

30 MAG 2008

Il ministro ombra dell'ambiente Ermete Realacci

Ermete Realacci – occhialino azzurro modello Franco Califano, spilletta verde Lega Ambiente, giacchetta di velluto anche nelle occasioni in cui gli altri, quelli che però non hanno stile, gli dicono: “Ermete, e che cazzo, una cravattina qui non guasterebbe” – è uno dei ministri più simpatici del loft e, anche se viene considerato un personaggio un po’ folcloristico, Realacci ha invece in mano un potere non indifferente.

29 MAG 2008

Sulla questione “monnezza” la posizione dell’esecutivo parallelo rientra nello spirito del confronto costruttivo

CaW napoletano

I giudici della procura di Napoli interrogheranno oggi pomeriggio i 25 indagati coinvolti nell’inchiesta sulla gestione dello smaltimento rifiuti della Campania. Ma a quarantott’ore dai primi arresti il confortante mantello del CaW si allontana un po’ da Roma e comincia a scendere velocemente sulle spalle del prefetto di Napoli (Alessandro Pansa) e del sottosegretario all’emergenza rifiuti, Guido Bertolaso.

29 MAG 2008

Il fronte del porto del Pd

Così Marta Vincenzi prova a resistere a Genova

Non si sa ancora per quanto, ma per il momento il sindaco di Genova decide di non mollare e sceglie di non fare quel passettino indietro che ormai anche nel suo partito qualcuno cominciava seriamente a consigliarle.

27 MAG 2008

Veltroni al nord (da Formigoni)

Il CaW va forte anche a Milano, ma con W. vuole trattare Bossi

Lo ha ripetuto un paio di volte Walter Veltroni: ha ricordato che nel pacchetto sicurezza promosso dal governo “gran parte dei provvedimenti” sono ispirati a quel pacchetto che Giuliano Amato – incalzato proprio dall’ex sindaco di Roma – aveva firmato nella scorsa legislatura. Leggi qui il "ritratto ombra" di Chiamparino

23 MAG 2008

Il ministro ombra Chiamparino ci spiega il ddl federalista del pd

La Lega agita il voto anticipato lumbard contro il CaW de Milan

Il governo ombra del Partito democratico arriverà questa mattina a Milano e quando salirà al ventinovesimo piano del grattacielo della regione si ritroverà all’ordine del giorno una serie di bozze di legge in parte già discusse nella sede del partito (welfare, sicurezza, giustizia) e in parte solo accennate in una riunione che si è svolta al loft martedì pomeriggio. Uno di questi temi, e quello che più interessa gli inquilini che ospiteranno al Pirellone l’esecutivo parallelo del Pd, è una bozza di ddl sul federalismo fiscale firmata dal ministro ombra delle Riforme Sergio Chiamparino (che al Foglio ne anticipa il contenuto). Leggi qui il "ritratto ombra" di Chiamparino

23 MAG 2008

Quando fu abortito Moro - terza parte

C’è però un altro filo sottile che nella seconda metà degli anni Settanta lega ancora di più l’ex presidente della Dc con la legge 194. Non sono solo coincidenze temporali, difatti, ma sono fianchi diversi di uno stesso profilo storico. Tre anni prima che la legge fosse approvata – e quando già l’Espresso aveva aperto un suo numero con una storica copertina in cui una donna nuda, incinta e crocifissa posava con il pancione a metà tra titolo (“Aborto: una tragedia italiana”) e didascalia (“Ecce Mater”) – fu Aldo Moro ad anticipare il modo in cui il partito avrebbe affrontato l’iter legislativo.

18 MAG 2008

Quando fu abortito Moro - seconda parte

Le cronache di quei giorni sono la sintesi perfetta di come mondi completamente diversi, dopo essere stati travolti dai cinquantacinque giorni di prigionia del presidente della Dc, arrivarono in Parlamento a discutere nuovamente di “vita”. Prima del nove maggio, la vita in ballo era quella del presidente della Dc. Dal giorno dopo quegli undici colpi di mitra, le vite su cui discutere – e da difender oppure no – diventarono quelle dei nascituri. Comunque la si voglia mettere, una questione di umanità. Il sette maggio, due giorni prima che Moro venisse ucciso dalle Brigate rosse, l’Osservatore Romano scriveva così: “E’ una delittuosa serenità quella che si vuole ottenere con l’aborto. Chi fa della questione dell’aborto un problema di schieramenti parlamentari riduce la vita a una pratica burocratica. Non è solo nel segno dell’appartenenza a un partito o a una fede che bisogna difendere la vita, ma nel segno dell’umanità”.

18 MAG 2008

Era stato lui il primo a piegare la testa alla “moderna coscienza pubblica”

Quando fu abortito Moro - prima parte

Le brigate rosse uccisero Aldo Moro con undici colpi di mitra il nove maggio di trent’anni fa, lasciando il corpo del presidente della Democrazia cristiana avvolto in un cappotto grigio dentro il cofano di una Renault 4. Era la primavera del 1978, Aldo Moro rimase prigioniero dei suoi assassini per cinquantacinque giorni e i brigatisti abbandonarono il cadavere del presidente della Dc a metà strada tra la vecchia direzione della Democrazia cristiana e quella del Partito comunista (in via Caetani). Passarono pochi giorni, i giornali continuarono a raccontare i dettagli della “strategia di annientamento” delle Br, Francesco Cossiga si dimise da Ministro degli interni, la Dc vinse le elezioni amministrative (42,7 per cento dei voti, crollo del Pci e passi in avanti del Psi) e poche ore dopo il discorso alle Camere su Aldo Moro del presidente del Consiglio Giulio Andreotti, il primo atto ufficiale del Parlamento fu l’approvazione della legge 194.

18 MAG 2008

Dal Foglio del 18 dicembre 2007

Voglio un partito spericolato

Dopo il discorso di Silvio Berlusconi al Parlamento, oggi Walter Veltroni, segretario del Partito democratico, parlerà alla Camera. Riproponiamo l'intervista che il leader del maggiore partito di opposizione ha concesso al Foglio lo scorso 19 dicembre. All'epoca Veltroni era ancora sindaco di Roma, il governo Prodi ancora in carica ma scricchiolante. Già da qualche giorno, però, si parlava di CaW. E Veltroni sembrava crederci un pochino.

14 MAG 2008
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