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Pagliarulo e l'eroica resistenza dei mullah
Qualcuno l’ha criticato, ma noi no. Infatti non saremo certo noi a contestare al presidente dell'Anpi di essere sceso in piazza e di essersi schierato contro le ragazze di Teheran e con i preti dell’Iran
Siamo fraternamente vicini all’Associazione nazionale partigiani d’Italia guidata da Gianfranco Pagliarulo. E’ scesa in piazza l’altroieri per appoggiare l’eroica resistenza dei mullah, aggrediti dai fascisti del mondo ebraico-capitalista. Qualcuno l’ha criticato, non noi, noi comprendiamo benissimo come il presidente dell’Anpi non sia solo un emblema, sia anche un uomo. Come il suo sia il racconto di una vita consumata a biascicare slogan non solo contro ogni nuovo fascismo scovato, già contro il successivo da scovare. E’ un brav’uomo, Pagliarulo, accasciato su decenni di belinate vincolanti. Non saremo noi a contestargli di essersi schierato contro le ragazze di Teheran e con i preti dell’Iran. O sosterrete, forse, che Pagliarulo sia l’unico essere umano, tanto più nell’avvicinarsi del 25 aprile, a non avere il diritto di regalarsi un momento da presidente fascista dell’antifascismo, pur di interrompere quella gnagnera soffocante?
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