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Pagliarulo e l'eroica resistenza dei mullah

Andrea Marcenaro

Qualcuno l’ha criticato, ma noi no. Infatti non saremo certo noi a contestare al presidente dell'Anpi di essere sceso in piazza e di essersi schierato contro le ragazze di Teheran e con i preti dell’Iran

Siamo fraternamente vicini all’Associazione nazionale partigiani d’Italia guidata da Gianfranco Pagliarulo. E’ scesa in piazza l’altroieri per appoggiare l’eroica resistenza dei mullah, aggrediti dai fascisti del mondo ebraico-capitalista. Qualcuno l’ha criticato, non noi, noi comprendiamo benissimo come il presidente dell’Anpi non sia solo un emblema, sia anche un uomo. Come il suo sia il racconto di una vita consumata a biascicare slogan non solo contro ogni nuovo fascismo scovato, già contro il successivo da scovare. E’ un brav’uomo, Pagliarulo, accasciato su decenni di belinate vincolanti. Non saremo noi a contestargli di essersi schierato contro le ragazze di Teheran e con i preti dell’Iran. O sosterrete, forse, che Pagliarulo sia l’unico essere umano, tanto più nell’avvicinarsi del 25 aprile, a non avere il diritto di regalarsi un momento da presidente fascista dell’antifascismo, pur di interrompere quella gnagnera soffocante?

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  • Andrea Marcenaro
  • E' nato a Genova il 18 luglio 1947. E’ giornalista di Panorama, collabora con Il Foglio. Suo papà era di sinistra, sua mamma di sinistra, suo fratello è di sinistra, sua moglie è di sinistra, suo figlio è di sinistra, sua nuora è di sinistra, i suoi consuoceri sono di sinistra, i cognati tutti di sinistra, di sinistra anche la ex cognata. Qualcosa doveva pur fare. Punta sulla nipotina, per ora in casa gli ripetono di continuo che ha torto. Aggiungono, ogni tanto, che è pure prepotente. Il prepotente desiderava tanto un cane. Ha avuto due gatti.