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Giorgia Meloni e la giustizia: una scommessa sottovalutata

Andrea Marcenaro

La presidente del consiglio ha inizialmente sottovalutato la forza delle opposizioni e le dinamiche politiche in gioco. Ora prova a rimettersi in corsa e si rifugia nella sicurezza

Provò con la riforma della Giustizia. Fu coraggiosa. Non capì chi aveva di fronte. Sottovalutò. Convinta non di vincere, di stravincere. Proclamò comunque come il Governo fosse estraneo al referendum. Come potesse in ogni caso passare oltre. No, non poteva passare oltre. Doveva sapere, una statista statisteggiante in Italia, che se si perde si può crollare. Lei insistette. Gli avversari sottovalutati, in piena miopia morale, fecero presente di essere stati sottovalutati. Lo fecero di brutto, come sempre. Il No si fece strada. Giorgia Meloni smise di sottovalutare. Sbandò perfino. Per vincere sulla Giustizia usò la Sicurezza: faremo il blocco navale contro gli immigrati. Bah! Va a suo onore non avere proposto la pena di morte per i negretti bocciati a scuola. Certo dispiace questo: Federica Brignone ha vinto partendo con le ossa rotte. Giorgia, partita in piena forma, Dio non voglia che si frantumi tibia e perone.

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  • Andrea Marcenaro
  • E' nato a Genova il 18 luglio 1947. E’ giornalista di Panorama, collabora con Il Foglio. Suo papà era di sinistra, sua mamma di sinistra, suo fratello è di sinistra, sua moglie è di sinistra, suo figlio è di sinistra, sua nuora è di sinistra, i suoi consuoceri sono di sinistra, i cognati tutti di sinistra, di sinistra anche la ex cognata. Qualcosa doveva pur fare. Punta sulla nipotina, per ora in casa gli ripetono di continuo che ha torto. Aggiungono, ogni tanto, che è pure prepotente. Il prepotente desiderava tanto un cane. Ha avuto due gatti.