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Tutti candidati

Autorevoli firme schierate, ogni giornale si fa partito. La sorpresa a Rignano sull’Arno

30 Dicembre 2017 alle 06:17

Tutti candidati

Foto LaPresse

Giornalisti in lista, tutte le testate in campo. Si sciolgono le Camere, comincia la campagna elettorale, finisce la legislatura e anche i giornali scelgono i collegi e schierano le propri firme. Ogni giornale si fa partito e Repubblica, da par suo, in controtendenza con l’andazzo italico sceglie di andare in soccorso dell’ormai perdente Matteo Renzi.

 

Giornalisti in lista, tutte le testate in campo. Ecco “Tommy per Matteo e anche per Meb”. E’ la lista civetta organizzata da Tommy Tommy Cerino all’anagrafe Cerno. L’emblema si va vanto di un occhiale chiuso in un cerchio adornato di ciuffo recante lo slogan: “Banca Etruria tornerà, più bella e più forte che pria….”.

 

Giornalisti in lista, tutte le testate in campo. La dicitura è stampigliata in rigoroso carattere “Eugenio”, ed è il simbolo con cui il futuro direttore di Largo Fochetti ingaggia singolar tenzone nientemeno che al fianco di Maria Elena Boschi contro i populisti, i fascisti, i grassisti liberi e uguali, i situazionisti di vario genere e anche i lettori di QN, il quotidiano nazionale di Andrea Cangini che ormai dà da mangiare la polvere a Repubblica.

 

Giornalisti in lista, tutte le testate in campo. “Mi candido ad Arezzo!”. E’, questo, il grido di battaglia di Tommy Tommy mentre il povero Marione Calabresi, impegnato anche lui nell’estrema difesa di Renzi costretto a capitolare sotto i colpi di lap dance della tavernetta d’Arcore, decide di candidarsi numero 2 della lista “Tommy per Matteo e anche per Carrai”, nel collegio di Ronchi de’ Legionari dove però Eugenio Scalfari in persona ha già prenotato un giro di comizi per reclamare Fiume Città Italiana e così far disperare definitivamente Carlo de Benedetti.

  

Giornalisti in lista, tutte le testate in campo. Pietro Grasso fa “Liberi e Uguali” ma ecco che da 7, malgrado l’irritazione di Urbano Cairo, Joe Servegnini – alla testa di un esercito di indomiti (vero, Irene?) – organizza un’altra lista di appoggio a Renzi: “Impegnati e Diversi”. Da una finestra centrale di via Solferino, vestito di tutto punto – con impermeabile bianco e frangetta da suora laica d’ordinanza – Joe lancia il suo proclama: “Il fascino di Matteo è in-di-scu-ti-bi-le, siamo impegnati con lui, siamo diversamente fidanzati, gettiamo il nostro cuore oltre l’ostacolo…”.

 

Giornalisti in lista, tutte le testate in campo. Cairo, pur dalla sua villeggiatura in Croazia, vigila sulle mattane di Servegnini e mentre è costretto a contattare gli inserzionisti in fuga da 7, tutti ex correntisti di Banca Etruria, decide – dal canto suo – di scendere in campo e scegliere non certo Matteo, bensì il grande centro. Contatta personalmente Lorenzo Cesa e gli chiede di affiancare nientemeno che Paolo Mieli nelle doppie paginate di storia che, da par loro, solo quelli del Corriere della Sera sanno fare. E così Paolo Cirino Pomicino, chiamato a occupare il posto in prima pagina, quello di Massimo Gramellini precisamente, dirottato a sua volta a Benevento per candidarsi nel listino – numero 3 – dopo Clemente Mastella e Sandra Lonardo.

 

Giornalisti in lista, tutte le testate in campo. Lucianino Fontana, direttore del Corriere, già dispone dell’emblema “Croccantini per tutti”, ovvero la lista animalista capeggiata dal redivivo Dudù – u canuzzo di Francesca Pascale – pronto a sbaragliare il Pd, Liberi e Uguali e anche il M5s nel collegio elettorale di Napoli-Portici-Caserta.

 

Giornalisti in lista, tutte le testate in campo. Ma le risorse del Corriere non finiscono qui. Se Mary-Mely, colpo di scena, decide di sostenere la battaglia di Joe per passare quindi a 7 è Antonio D’Orrico – letterato finissimo, illustre firma del settimanale purtroppamente finito nelle mani di Servegnini – a gridare con D’Annunzio “Vado verso la vita”.

 

Giornalisti in lista, tutte le testate in campo. L’immenso D’Orrico, che pure molto potrebbe fare nei collegi di Lamezia Terme, Catanzaro, Cosenza e Castrovillari, sceglie la strada più impervia e non certo quella dell’Aspromonte, bensì la tana del lupo. E’ candidato nel collegio di Rignano sull’Arno, fiore all’occhiello della lista “Cairo direzione centro”. Ebbene, sì: la lista “Cairo direzione centro” divampa ed entusiasma in ogni dove. 

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