cerca

E che conflitti!

D’interessi, s’intende. Cairo non trova pace, Joe chiede sempre di più. Johnny frigge con l’olio Fiat

16 Dicembre 2017 alle 06:18

E che conflitti!

Foto LaPresse

Non solo Boschi, altro che Banca Etruria. Il richiamo della foresta anche nei giornali. Al conflitto d’interessi del sottosegretario Maria Elena s’aggiungono quelli dei più autorevoli giornali. Comincia il Corriere della Sera che con un editoriale di Gian Antonio Stella, incredibilmente santifica i tassisti per via dei buoni taxi Milano Crema che il povero Urbano Cairo deve recuperare per far transitare dalla redazione a casuccia il mirabile Joe Servegnini, direttore di 7-tè!

 

Non solo Boschi, altro che Banca Etruria. Il sempre più disperato Cairo impone – proprio per assecondare i capricci del direttorissimo di 7-tè – una ben precisa linea editoriale a Via Solferino: con la scusa delle ragione del populismo fa scrivere a Ernesto Galli della Loggia, una riga sì e l’altra pure, l’elogio dei post-it (vero, Irene?).

 

Non solo Boschi, altro che Banca Etruria. Cairo non trova pace. Gli inserzionisti di 7 continuano a scappare ma il capricciosissimo Joe pretende sempre di più, mira agli allori delle patrie lettere ed è per questo che l’editore chiede a Pierluigi Battista, da sempre attento al dibattito culturale, di intercedere presso Kazuo Ishiguro, premio Nobel, affinché scelga Servegnini come personaggio del suo prossimo romanzo.

 

Non solo Boschi, altro che Banca Etruria. “No”, urla come un ossesso il pur sempre placido Ishiguro, “uno con l’impermeabile bianco da giardinetti pubblici, proprio no; non voglio urtare la sensibilità del popolo di #MeToo! Cosa potrei farne, metterlo in minigonna come le aspiranti magistrati al corso di formazione del ben noto consigliere di Stato?”.

 

Non solo Boschi, altro che Banca Etruria. Battista si arrende, un tentativo lo fa anche Massimo Gramellini, ma è un tentativo timido, ed è Cairo in persona, allora, a cercae di rabbonire Kazuo ma questi, non ne vuole sapere: “Piuttosto faccio un romanzo su Gianrico Carofiglio, almeno lui non indossa impermeabili e non mette in copertina i bambini con la testa di cane”.

 

Non solo Boschi, altro che Banca Etruria. Pure la Stampa non è esente di conflitti d’interesse. E non solo le solite automobiline, magari! Il quotidiano di Maurizio Molinari sforna quotidianamente articoli sfacciatamente promozionali di calcagnolo, musso, quarume, fritola e altre prelibatezze del cibo da strada.

 

Non solo Boschi, altro che Banca Etruria. E’ apparentemente panormita il suddetto food e, invece, è prodotto a Detroit, messo a friggere con il pericoloso olio meccanico di Sergio Marchionne che, da par suo, bravo a far utili, fa smaltire a Gianni & Riotto detto Johnny mettendolo ai fornelli, meglio: alle padelle. Con John Elkann che vi intinge, di tanto in tanto, per così gustare il culetto dei panini e farne scarpetta (e però si lecca anche i diti).

 

Non solo Boschi, altro che Banca Etruria. Johnny ben volentieri frigge ma qualcun altro frigge più di lui. Monica Mondardini, dalle tesorerie della Repubblica, frigge all’idea di reclutare Riotto, strapparlo a Elkann, e portarlo nel giornale fondato da Eugenio Scalfari.

 

Non solo Boschi, altro che Banca Etruria. Il ragionamento di Mondardini, detta anche “Contratti-anodini”, non fa una grinza: “Considerato il direttore Marione Calabresi, considerato il futuro direttore Tommy-Tommy Cerino all’anagrafe Cerno, manca solo Gianni & Riotto detto Johnny e la frittata, per Repubblica, è fatta. Manca solo lui!”.

Non solo Boschi, altro che Banca Etruria. Conflitto d’interessi anche a Largo Fochetti. Beato del successo dei reportage sulla Rivoluzione Russa, felice dei trionfi a teatro, Ezio Mauro – in barba a Marione e a Tommy-Tommy – diventa mediatore immobiliare in Siberia e riesce a vendere dei lotti, comprensivi di dace vista gulag, a Carlo de Benedetti.

Non solo Boschi, altro che Banca Etruria. Ezio Mauro si porta in slitta de Benedetti e così lo convince a trovare in Siberia un alloggio al Fondatore, sempre lui – giusto lui! – che alla domanda fondamentale, “se dovessi scegliere tra Stalin e il Duce” risponde con uno squillante alalà da legionario fiumano e dice: “Siamo trenta d’una sorte e trentuno con la morte!”

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi