Il Papa "fa visita" agli astronauti

In collegamento con la Stazione spaziale internazionale, Francesco si confronta con i cosmonauti. Dio, la scienza, il senso della loro missione: "Dove andiamo? Qual è il posto dell'uomo dell'Universo?"

26 Ottobre 2017 alle 18:23

Il Papa "fa visita" agli astronauti

LaPresse/Reuters

Dal Vaticano alla Stazione spaziale internazionale con una telefonata. Oggi Papa Francesco si è messo in collegamento audio e video con i sei astronauti della missione 53 – tra i quali anche l'italiano Paolo Nespoli – in volo a 400 chilometri dalla Terra e ha fatto loro alcune domande sul senso della loro missione. "Buongiorno o buonasera? Quando si è nello Spazio mai si sa. Caro dottor Nespoli, cari astronauti, credo che lì le giornate scorrano in maniera diversa. Ringrazio per questo collegamento che mi dà la possibilità di rivolgervi alcune domande".

  

A questo punto inizia "l'intervista" del Pontefice ai cosmonauti di diverse nazionalità, in un confronto tra religione e scienza. "Nella sala da cui parlo, c'è un arazzo, ispirato al verso con cui Dante conclude la Divina Commedia 'L'amor che muove il sole e l'arte stelle'. Che senso ha per voi chiamare Amore la forza che muove l'Universo?". A rispondere, il cosmonauta russo Aleksandr Misurkin, tradotto da Paolo Nespoli: "Sto leggendo un libro qui nello Spazio, 'Il Piccolo principe' di Saint-Exupery, che parla di un ragazzo che darebbe volentieri la propria vita per tornare e salvare piante e animali sulla Terra, e l'amore è quella forza che ti dà la capacità di dare la tua vita per qualcun altro".

  

  

"Qui rappresentiamo differenti popoli e ognuno di noi ha la sua storia – racconta invece il cosmonauta russo Sergey Ryazansky, rispondendo al Papa che chiedeva cosa lo avesse spinto a diventare astronauta – La mia è iniziata con mio nonno che è stato un pioniere, uno degli ingegneri che ha costruito lo Sputnik e per me è un onore continuare la sua tradizione perché lo Spazio è importante per noi come esseri umani".

     

"Ciò che vedo da qui – ha aggiunto l'americano Randy Bresnik della Nasa – è una prospettiva incredibile; vedere la Terra un po' quasi come la vede Dio, e vedere la bellezza di questo pianeta. Con la nostra velocità di 10 km al secondo, vediamo una Terra senza confini, dove l'atmosfera è sottile e labile e guardare la Terra in questo modo ci permette di pensare come essere umani e considerare che tutti dovremmo lavorare assieme e collaborare per un futuro migliore".

  

  

  

Dove andiamo? Qual è il posto dell'uomo dell'Universo? chiede il Papa, che per una volta interroga gli altri sulle questioni a cui di solito cerca di dare una risposta. "Quando si parla di queste cose rimango perplesso anch'io, è un discorso molto delicato –ha risposto l'astronauta italiano dell'Esa, Paolo Nespoli, in orbita per la missione 'Vita' dell'Asi – penso che il nostro obiettivo è di conoscere il nostro essere e riempire la conoscenza, capire cosa ci sta attorno ma più conosciamo, più ci rendiamo conto di conoscere poco. Mi piacerebbe tanto che persone come lei, non solo ingegneri o fisici ma teologi, filosofi, poeti, scrittori venissero qua per esplorare e capire cosa vuol dire avere un essere umano nello Spazio".

  

   

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