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Viviamo in una frenesia da conformismo e pure le aziende vogliono educare le masse

J. K. Rowling è stata bersagliata per avere espresso un’idea sulle differenze biologiche tra sessi che sarebbe stata considerata normale fino a pochi decenni fa, scrive lo Spectator (20/6)

29 Giugno 2020 alle 09:18

Viviamo in una frenesia da conformismo e pure le aziende vogliono educare le masse

Questo articolo è stato pubblicato su Un Foglio Internazionale: spunti e segnalazioni dalla stampa estera a cura di Giulio Meotti


 

“La realtà sembra più sottile in questi giorni”, scrive Andrew Doyle sullo Spectator: “Mentre cammino lungo le vie della città, i passanti si fanno da parte come se avessero paura di andare a sbattere contro un’aura. Tre mesi di lockdown hanno reso questo disprezzo verso il contatto umano una questione istintiva. Non riesco a non vedere come questa tendenza si rifletta nell’intolleranza e nell’ostilità sui social media. All’inizio della settimana ho provato a restare lontano da Twitter per alcuni giorni. Non è il luogo ideale per svolgere un dibattito civile nemmeno in tempi di grazia, ma oggi molte persone rispettabili si comportano come dei bambini disadattati che hanno appena imparato delle nuove imprecazioni. J.K. Rowling è stata bersagliata per avere esternato un’idea sulle differenze biologiche tra sessi che sarebbe stata considerata normale fino a pochi decenni fa. Osservando queste guerre culturali, non smetto mai di stupirmi di quanto coloro apparentemente dalla ‘parte giusta della storia’ si comportino da bulli e provino piacere a deumanizzare chiunque dissenta dalla loro linea. Sono come gli inquisitori del medioevo, che incenerivano i catari in nome dell’amore.

   

E’ stata una settimana importante per i paladini della giustizia sociale. L’idea del peccato collettivo è tornata in auge, mentre ‘essere bianco’ viene considerato il Peccato Originale del giorno d’oggi. L’ultima moda è il ‘razzismo sistematico’, un concetto che viene costantemente evocato da politici, personaggi famosi e opinionisti. Anche le nostre università vengono considerate dei crogioli della supremazia bianca. Il fatto che le statistiche a disposizione suggeriscano il contrario viene ritenuta una prova ulteriore di un sistema oppressivo che si rifiuta di prendere in considerazione l’esperienza dei gruppi marginalizzati. L’approccio realmente liberale è quello di opporsi agli episodi di razzismo, sessismo e omofobia. Al contrario, la religione della giustizia sociale aumenta le divisioni assumendo che l’odio delle minoranze sia un fenomeno pervasivo e che l’espiazione collettiva sia l’unico rimedio. In questo caso, sto dalla parte dei liberali.

  

Nelle mie apparizioni televisive durante il lockdown ho iniziato a evitare di usare come sfondo una libreria piena di manuali. All’inizio del lockdown mi sono reso conto che molti telespettatori prestavano più attenzione ai miei libri piuttosto che a ciò che dicevo. Al tempo non avevo nemmeno pensato di sistemare i miei tomi in modo da sembrare più colto. Se lo avessi fatto, forse la mia collezione di libri di Maeve Binchy non sarebbe stata così in bella vista.

  

L’ossessione recente per la demolizione delle statue potrebbe innescare una reazione a catena. Non è assurdo supporre che gli stessi attivisti che vogliono vedere rovesciata la statua di Mahatma Gandhi a causa delle sue vedute ‘problematiche’ non augurino lo stesso destino alla scultura di Eric Gill che ritrae Prospero e Ariel sulla facciata del quartiere generale della Bbc. Dopo tutto, quest’uomo ha ammesso di avere abusato sessualmente delle sue figlie e del suo cane, senza avere nemmeno compiuto la grazia di liberare l’India dal Raj. Questa settimana ho letto l’autobiografia dell’orafo fiorentino del seicento Benvenuto Cellini. La sua scultura di bronzo che ritrae Perseo con la testa di Medusa è una delle immagini di spicco del manierismo italiano. Malgrado sostenesse di avere sviluppato un’aureola, è chiaro che Cellini non era affatto un santo. Ha ammesso di avere sedotto una ragazza di 13 anni, di avere commesso molti omicidi e di avere fatto giochi di magia nera nel Colosseo. La statua di Perseo si trova in Piazza della Signoria a Firenze, e i suoi occhi osservano la testa mozzata di Medusa che regge con grande orgoglio. E’ un’immagine indimenticabile, allo stesso tempo elegante e brutale, e sono grato che la mania per l’espiazione dei peccati del passato non abbia catturato l’immaginazione dei nostri cugini italiani. Questa sete di purezza morale ha coinvolto anche le vecchie commedie. Le piattaforme streaming hanno cancellato dei grandi classici come Little Britain e The Mighty Boosh. Non ho alcuna obiezione verso coloro che trovano questi programmi offensivi, ma credo che la soluzione migliore sia semplicemente quella di non guardarli. Stiamo vivendo nella frenesia del conformismo: alcuni temi sensibili vengono evitati e le più grandi aziende – che sono le meno qualificate a pontificare sui temi etici – credono che il loro compito sia quello di educare le masse. Provate a chiedere ad Alexa – l’assistente domestico di Amazon – se è vero che ‘tutte le vite contano’ (“All Lives Matter’) e lei vi reciterà un sermone su come ‘le vite dei neri siano molto più a rischio nella lotta contro il razzismo e le ingiustizie’. E io credevo che fosse lì soltanto per aiutarmi a fare shopping”.

 

(Traduzione di Gregorio Sorgi)

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Commenti all'articolo

  • joepelikan

    29 Giugno 2020 - 10:13

    Aggiungo anche che, ad essere precisi, la crociata contro gli albigesi (i catari) fu indetta perché i catari erano un movimento puritano isterico ed estremista che, se avesse avuto spazio, avrebbe distrutto le basi della convivenza umana. Esattamente ciò che intendono fare i wokester attuali. Purtroppo, per contrastare i wokester attuali ci manca un beato Arnaud Amaury.

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  • joepelikan

    29 Giugno 2020 - 10:00

    Conformismo è poco. Si tratta di una vera e propria pulsione totalitaria.

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