Il capitalismo americano è stato il motore della rivoluzione progressista

La resa di un fast food conservatore è una capitolazione all’egemonia liberal. La destra ha perso la guerra culturale, sostiene Rod Dreher Scrive, l’American Spectator (24/1)

Anche se la destra americana sta andando incontro a quella che Tolkien chiamerebbe una ‘lunga sconfitta’ nella guerra culturale, la battuta di arresto nella Battaglia di Chick-fil-A è stata una monumentale sconfitta simbolica”, scrive Rod Dreher sull’edizione americana dello Spectator: “La catena di fast food era diventata un simbolo: un’entità che evoca una visione del mondo e genera delle emozioni forti. Chick-fil-A vendeva pollo fritto ma gli attivisti Lgbt l’avevano trasformata in un simbolo di estremismo religioso. Era tutto iniziato nel 2012 quando il ceo e figlio del fondatore dell’azienda aveva detto che la legalizzazione dei matrimoni gay era un’offesa a Dio. La famiglia Cathy è composta da conservatori evangelici che hanno donato milioni di dollari alle organizzazioni cristiane che i progressisti considerano omofobe. L’azienda ha respinto con fermezza gli attacchi provenienti dalla sinistra guadagnandosi la stima dei conservatori, in particolare dei cristiani. Chick-fil-A ha dimostrato che puoi avere successo, nonostante l’odio dei tuoi nemici, se tieni alta la testa e continui a fare il tuo lavoro. La resistenza solitaria e silenziosa di Chick-fil-A è stata una fonte di ispirazione quando tante aziende e istituzioni americane si arrendono alla dittatura del politicamente corretto. Però è tutto finito a metà novembre, quando la compagnia ha silenziosamente annunciato un cambio di posizione. Non avrebbe più donato soldi alla Salvation Army e alla Fellowship of Christian Athletes, due enti di beneficenza che gli attivisti di sinistra considerano ostili ai gay. Chick-fil-A non ha detto esplicitamente che avrebbe tagliato le organizzazioni ‘anti Lgbt’, ma chiunque ha un minimo di abitudine a leggere i comunicati stampa ha capito che quello era il messaggio.

E’ difficile enfatizzare il valore simbolico di questa mossa. Innanzitutto, la battuta di arresto di Chick-fil-A significa avere accettato la tesi calunniosa secondo cui la venerabile Salvation Army è un gruppo d’odio. Sopratutto, il fast food non è stato costretto ad arrendersi per ragioni economiche. Lo ha fatto da una posizione di forza – un altro brutto colpo per i conservatori. Se uno dei più grandi successi commerciali americani non riesce a difendersi dagli attivisti di sinistra, che speranze abbiano noi di prosperare in un’arena pubblica sempre più ideologizzata? Attenzione, l’armistizio cercato da Chick-fil-A non porterà alla pace. Il gigante dei fast food verrà brutalmente scosso dai gruppi gay che pretenderanno di essere rimborsati – e non sarà mai abbastanza. Gli attivisti Lgbt non si metteranno l’anima in pace finché non avranno strangolato l’ultimo pasticciere evangelico. Per quanto riguarda la guerra culturale in America, questo episodio ha lo stesso significato dei tedeschi che marciano lungo i Campi Elisi a Parigi. Il conflitto culturale che risale agli anni Sessanta è diventato sempre più intenso. Anche se la capitolazione di Chick-fil-A distrugge le speranze dei combattenti più oltranzisti, in verità la guerra culturale è stata persa cinque anni fa. Le grandi aziende erano rimaste fuori dal conflitto per oltre un secolo, ma tutto è cambiato nel 2015. Quando lo stato dell’Indiana ha passato una legge per rafforzare la libertà religiosa, una coalizione di grandi aziende americane ha minacciato di boicottare lo stato federale se non avesse cancellato la norma da loro giudicata omofoba. Da quel momento in poi il capitalismo americano ha usato il suo potere per limitare la libertà religiosa a livello federale e promuovere i valori liberal sul mercato. Se volete capire perché il Partito repubblicano non combatte più gli attacchi progressisti contro la libertà religiosa e di espressione, dovete guardare alla trasformazione morale dei finanziatori. Gli ultimi cinque anni hanno mostrato che le aziende americane sono il motore del cambiamento progressista in una società dei consumi. La nascita di un capitalismo politicamente corretto potrebbe avere deliziato, ma non sorpreso, i marxisti ortodossi che avevano riconosciuto al capitalismo una forza rivoluzionaria. Ma per la destra americana, cresciuta nel dogma reaganiano secondo cui il libero mercato va a braccetto col conservatorismo sociale, questo è stato un enorme cambio di paradigma. L’America si sta allineando all’Europa per quanto riguarda la secolarizzazione. Le chiese liberal sono moribonde e quelle tradizionalmente conservatrici si stanno avviando sullo stesso percorso. Non è chiaro da dove proverrà un conservatorismo sociale in futuro. Se gli americani rinunciano alla fede, al matrimonio, alla famiglia tradizionale e alla natalità cosa c’è rimasto da conservare?

L’America sta sostituendo la vecchia fede con una nuova pseudoreligione, ovvero il culto della giustizia sociale. I conservatori impegnati nella battaglia culturale pensavano che la sinistra avrebbe prodotto un relativismo morale ultra liberale. Ma non è andata così. Gli Sjw (i combattenti per la giustizia sociale, ndt) sono molto illiberali, estremamente moralisti e ossessionati da sesso, razza e gender. Il loro potere deriva dal sostegno che ricevono dalle università d’élite, dai giornali e dalle grandi aziende e presto gli consegneranno la completa egemonia delle istituzioni americane. La vittoria inaspettata di Donald Trump nel 2016 non è un segno di rinascita conservatrice ma per i tradizionalisti è l’ultima speranza per contenere la marea”. Dreher conclude l’articolo paragonando la cultura dei millennial americani al comunismo nell’Europa dell’est: entrambe non tollerano ogni forma di pensiero indipendente. L’autore evoca il ricordo di Tomislav Kolakovic, un gesuita slovacco che ha organizzato la resistenza al comunismo nel secondo dopoguerra. “Il totalitarismo soft all’orizzonte assomiglierà più a Huxley che a Orwell – prevede Dreher –. Ma prima che il Nuovo mondo diventi il successore incontrastato dell’ordine cristiano, i tradizionalisti religiosi e gli altri conservatori avranno bisogno di un altro – seppure diverso – Padre Kolakovic”. 

 

La traduzione è di Gregorio Sorgi

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